Ferrara, storia del ragazzo che ricrea supercar: «I miei modellini ai campioni»
Il 22enne ferrarese Nicolò Furicchia riproduce le auto dei piloti e gliele va a regalare: «Il primo è stato Leclerc, poi Antonelli, il prossimo Rosberg: sono tutti ragazzi disponibili»
Ferrara L’intreccio tra Ferrarese e il campione emergente della Formula 1 s’intensifica. Anzi, in verità con tutto il circus delle ruote scoperte più veloci al mondo. L’ultima occasione è data dalla consegna speciale effettuata ad Andrea Kimi Antonelli, che l’altro giorno ha ricevuto un modellino di Mercedes AMG GT 63 in scala 1/18 realizzato da Nicolò Furicchia. Ed eccolo l’aggancio, il tocco estense della vicenda, perché il ragazzo è di Pontelagoscuro, anche se si cela dietro il profilo Vipmodelcars («è la mia pagina Instagram»), che ha coronato i suoi sogni grazie alla collaborazione con CarModel srl.
Nicolò, iniziamo dal presentarti...
«Ho 22 anni, ho fatto le superiori all’Ariosto, nel corso di scienze applicate, ora sono un studente di economia a Unife. Dal 2021 costruisco modellini di auto per passione: prendo quelli scala 1/18, li smonto, li scartavetro e poi li ricopro con la pellicola di wrapping, poi li integro con particolari, che eventualmente mi faccio stampare in 3d».
Sei balzato agli onori delle cronache per averne consegnato uno al pilota del momento, Kimi Antonelli...
«In verità il primo modellino l’ho regalato a Charles Leclerc, agganciandolo tramite il suo miglior amico, nel ’21».
Come ci sei arrivato?
«Avevo fatto una scommessa con i miei amici: ho fatto il modellino, ho mandato la foto a tutti gli amici di Leclerc su Instsagram e il suo miglior amico e assistente ha risposto. Così glielo ha fatto avere lui, poi Leclerc l’ho incontrato a Maranello. Gli ho fatto altri tre modellini, uno è stato un regalo insieme al suo amico, due solo da parte mia».
Regali costosi e laboriosi...
«Il tutto è possibile grazie alla collaborazione, fatta del tutto in amicizia, con la CarModel, che fornisce modellini a negozi in tutta Italia e all’estero, sono distributori e hanno anche marchi importanti: ho stabilito un buon rapporto con il proprietario. Faccio modelli delle auto personali dei piloti, non quelle da gara, per differenziarmi».
Il grande protagonista del momento come lo hai raggiunto?
«Antonelli l’ho conosciuto lo scorso settembre nel paddock di Imola: c’era una gara del padre e sapevo che Kimi le va a vedere, così sono andato a presentarmi, gli ho fatto vedere i miei lavori e gli ho detto che per me sarebbe stato un onore fare il modellino della supercar che gli aveva regalato la Mercedes. Ci siamo scambiate le e-mail, l’ho tenuto aggiornato su come procedeva il lavoro e sabato scorso a Casalecchio ci siamo trovati per la consegna».
Nel frattempo Antonelli aveva vinto il gran premio in Cina...
«Quella è una cosa che viaggia da sola, la vittoria è una cosa in più, che ha impreziosito l’incontro».
Come hai fatto il modellino?
«Sono partito come sempre da un modellino fornito dalla CarModel. Inizialmente la carrozzeria era argento e gli interni rossi: l’ho ricoperto con pellicola blu opaca, per farlo identico alla macchina di Niki, l’interno in bianco e nero, ho fatto stampare i sedili perché erano diversi, all’esterno il modellino non prevedeva le appendici aerodinamiche e anche quelle le ho fatte stampare in 3d, infine gli ultimi dettagli e l’ho posato su pelle blu scura con davanti, come in tutti i modellini, una targhetta con scritto “un regalo speciale da parte di Nicolò in collaborazione con CarModel”».
Il prossimo?
«Nico Rosberg, che dovrei fare la settimana prossima, ma forse anche George Russel e poi si vedrà».
Quanto ci metti a farne uno?
«Un mesetto, poi dipende dal modellino. Studiando, lo faccio nel tempo libero e facendolo da solo serve tempo».
Come ti sei inserito nel mondo del paddock?
«Per Kimi tramite il padre, Rosberg invece l’ho conosciuto a Monaco, gli ho fatto vedere il modellino che avevo portato per fare delle foto, gli è piaciuto, ora siamo in contatto e tra poco faremo la consegna. È molto difficile, comunque, entrare in quel mondo, ma mi arrangio da solo».
Come ti è venuta la passione del modellismo?
«Mi hanno sempre regalato modellini e verificavo che fossero perfettamente identici agli originali: se non lo erano, con i miei genitori si correggevano i dettagli. Poi ho scoperto il wrapping, non potendo verniciare in cameretta. C’è voluto del tempo per imparare a usarlo, prima sui modelli scala 1/24, ora su quelli 1/18, ma fare gli interni è comunque tosta. La maggior parte dei modellisti lo fa con l’aerografo, è qualcosa di diverso».
Perché la Formula 1?
«Mi sono appassionato con Leclerc, mi piaceva come persona. Poi mi è venuta l’idea di fare le auto personali e non quelle di Formula 1 che fanno tanti, così sono diventati prodotti unici e artigianali».
Come sono i piloti di Formula 1?
«Tutti molto disponibili. Con Kimi è come parlare con un ragazzo in piazza Verdi, anzi, magari lì qualcuno se la tira di più: lui è umile, disponibile, gli ho spiegato tutta la preparazione del modellino... era un giorno in cui era anche impegnato, doveva andare a un evento all’autodromo di Imola in ricordo di Senna, ma è rimasto lì lo stesso. Leclerc, che è praticamente la Formula 1, anche: con lui non ho mai avuto un contatto così ravvicinato come con Kimi, ha meno tempo a disposizione, ma non si sottrae mai, anche se la gente gli chiede molto, foto e autografi... Rosberg è stato anche campione del mondo 2016, eppure anche lui disponibile. Tutti personaggi che potrebbero tirarsela , invece... Tutti hanno saputo apprezzare i modellini: nonostante il tanto lavoro che c’è dietro un modellino, la loro reazione mi ripaga sempre».l
