Bosnia-Italia, l’ennesima delusione e quella volta che un Džeko 15enne giocò al “Mazza” di Ferrara
L’attaccante, capitano nella vittoria sull’Italia per la qualificazione ai Mondiali, ha vissuto una delle prime esperienze all’esterno proprio nel capoluogo estense
Ferrara Italia eliminata dalla Bosnia nel play off per accedere al Mondiale. La piazza di Sarajevo acclama i suoi eroi e il più osannato è capitan Edin Dzeko. Ciò che nessuno sa, o pochi sanno, è che la parabola internazionale di Dzeko prese inizio proprio da Ferrara.
Era sabato 19 maggio 2001 quando al torneo "Paolo Mazza", mirabilmente organizzato grazie alla passione ed alla competenza di Luciano Cazzanti e Gianni Barotti, sbarcò lo Zeljeznicar Sarajevo, per partecipare nella categoria Esordienti professionisti contro Spal e Cesena, e tra i Giovanissimi con Spal e Milan. Furono i rossoneri a conquistare quest'ultimo trofeo, ma tra i ragazzi che si misero maggiormente in luce figurò proprio un giovane attaccante bosniaco dalle qualità già evidenti: lui, Dzeko. Fu una data storica, il popolare Zeljo (la squadra dei ferrovieri, semifinalista di Coppa Uefa nel 1985) aveva appena compiuto 80 anni di vita e stava rinascendo dopo il dramma della guerra civile (terminata nel dicembre 1995) che sconvolse anche la vita del club il cui stadio sorgeva (e sorge) nel quartiere di Grbavica - da cui prende il nome -, uno dei luoghi di confine tra la zona serba e quella musulmana di Sarajevo, dove si combattè più ferocemente. Quella trasferta a Ferrara simboleggiò rinascita e speranza per i giovani dello Zeljeznicar, e Dzeko al "Mazza" mosse i primi passi continentali del suo brillante percorso. Si può dire che per lui la prima vetrina fu Ferrara e si vide subito che aveva classe. Il "Mazza" gli ha portato bene. Lo Zeljo venne premiato dai grandi ex spallini Lucio Fasolato e Tiziano Manfrin.
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