Ferrara, non solo un campo ma una famiglia: la Ludovico lascia via Ariosto
Paola Tosatti: «Grande dispiacere dopo un lungo viaggio, ma grazie a tutti»
Ferrara Per oltre vent’anni il campo sportivo di via Ariosto 88 ha rappresentato un porto sicuro per gli amanti dello sport amatoriale ferrarese. Innumerevoli gruppi di amici, colleghi di lavoro ma anche bambini e giocatori dell’associazione sportiva dilettanistica Ludovico hanno calcato i due campi sintetici da calcio a 5, i quali sono stati sempre qualcosa di speciale.
Perché la gestione che, dal 2004, hanno portato avanti il compianto Mauro Magri e Paola Tosatti assieme al marito Fabio Perla è stata molto più di un qualcosa di semplicemente burocratico. È stata innanzitutto famiglia, passione per lo sport, due chiacchiere attorno ad una pizza alla fine di un allenamento. Tutti elementi che oggi lasciano un grande vuoto nel panorama sportivo ferrarese. Infatti la proprietà della struttura ha deciso di non rinnovare il contratto di gestione che scadeva a fine marzo ed ora il Ludovico è costretto a chiudere i battenti.
«Dopo 20 anni di gestione è il momento di salutarsi», scrivono gli ormai ex gestori del campo sui propri canali social. «Desideriamo ringraziare tutti i nostri clienti che ci hanno accompagnato lungo questi 22 anni. È stato un bellissimo viaggio assieme. Vogliamo chiudere questo lungo capitolo, ricordando tutti i momenti che ci hanno caratterizzato, e le persone che li hanno supportati».
Oltre alla grande umanità ed alla condivisione, la gestione del campo da parte della Ludovico si è caratterizzata sempre per una grande dinamicità e la voglia di provare sempre a fare quel qualcosa in più. Partendo dalla base del movimento ovvero le scuole calcio per i più piccoli fino ai tanti campionati di serie D (con un exploit in C2 nel 2015/2016) che hanno visto la maglia gialloverde del Ludovico dar battaglia su tanti campi di comune e provincia.
Tanti ricordi si accavallano nella mente di Paola Tosatti, da sempre anima e cuore del campo sportivo, la quale però prova anche un enorme dispiacere: «Il contratto di gestione è scaduto, pensavamo che sarebbe arrivata una proposta di rinnovo con l’ormai solito aumento dell’affitto ma così non è stato. Purtroppo dobbiamo lasciare e non sappiamo cosa ne sarà del campo che è di proprietà del Caf Acli nazionale. Ci hanno lasciato fuori».
Un epilogo che fa male: «Avevamo una scuola calcio ormai avviata con cinquanta bambini, ma a settembre ho dovuto interromperla proprio per questa incertezza. Inoltre negli anni abbiamo messo anche tanti soldi nostri per la manutenzione delle strutture, a partire della nuova superficie nel campo 2 e dall’illuminazione a led».
L’amarezza lascia però spazio anche ai tanti, bellissimi ricordi: «Ci vorrebbe una settimana per raccontare tutto. Vogliamo ringraziare tutte le persone che in questi anni sono venute qui da noi, i giocatori, gli allenatori e tutte le famiglie dei giovani della scuola calcio. In questi anni possiamo davvero dire di averli visti crescere. C’è dispiacere ovviamente ma anche una grande quantità di cose belle e positive che resteranno sempre con noi».
E adesso? «Le attività – conclude Paola – si sposteranno tutte al campo sportivo della Fulgor di piazzale San Giovanni. A giugno però andrà a gara anche la gestione di quell’impianto e vedremo cosa fare. A me e mio marito mancano pochi anni per la pensione, avendo quattro nipotini ci potremo dedicare di più alla famiglia».
Le luci dei campi si spengono in via Ariosto, il futuro resta incerto. Si chiude amaramente un capitolo permeato di quelle emozioni che solo lo sport amatoriale è in grado di creare. E forse, proprio ricordando i tanti bei momenti vissuti tra campo e spogliatoio, questo addio sarà per molti un po’ meno amaro.
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