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L’Ars et Labor vuole scaldare il “Mazza”: «Col Sant’Agostino un derby da vincere»

Tommaso Schwoch
L’Ars et Labor vuole scaldare il “Mazza”: «Col Sant’Agostino un derby da vincere»

I biancazzurri cercano di scrollarsi di dosso l’ultimo pari. Fischio d’inizio alle 15: la probabile formazione

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Ferrara Dopo due settimane di riposo forzato è nuovamente ora di tornare in campo per l’Ars et Labor, che nella giornata di oggi (ore 15.30) calcherà l’erba del “Mazza” per recuperare la partita contro il Sant’Agostino. Dopo il pareggio col Pietracuta, l’entusiasmo attorno alla squadra è inevitabilmente calato rispetto a un paio di settimane fa, quando tutta la piazza era davvero convinta di poter completare un’incredibile rimonta. La classifica dice che gli estensi sono a -9 dalla capolista Mezzolara – che ha una gara in più appunto –, ma non si può pensare di staccare la spina proprio adesso.

Mister, come sono andate queste due settimane di riposo forzato? «Sono state settimane un po’ lunghe. Se fosse stato per me avremmo giocato immediatamente. Purtroppo ci siamo adeguati a quello che è il regolamento della categoria e ci siamo organizzati per lavorare nell’arco delle due settimane. Ma ripeto, avrei preferito scendere in campo subito per non staccare la spina. In questo tempo è stato fatto un lavoro a lungo raggio: nell’amichevole contro la primavera del Vicenza ho cercato di dare minutaggio a chi ho visto meno. Questa settimana, invece, ho iniziato a preparare la partita col Sant’Agostino, molto importante per il nostro percorso».

Ci sono aggiornamenti per quel che riguarda gli infortunati? «Giacomel e Ricci stanno meglio, ma non al 100%. Vedremo se riuscirò a portare in panchina almeno uno dei due».

In settimana la squadra ha lavorato molto sulla pressione alta e sui duelli individuali. Ha l’intenzione di premere su questo fondamentale o pensa possa essere una strategia solo per alcune partite? «Le aggressioni devono sempre esserci durante l’arco della partita. Si lavora per far capire ai ragazzi in che modo e con quali tempi fare le pressioni, perché ci sono anche momenti in cui bisogna temporeggiare. Non è stata l’unica cosa su cui si è lavorato».

In queste due settimane ha detto di aver osservato anche chi ha avuto meno minutaggio, dobbiamo aspettarci qualche novità di formazione? «Vedendoli in partita riesci a farti un’idea un po’ più chiara, anche se una singola amichevole non dà il giudizio completo sul calciatore. Tuttavia la partita col Vicenza mi ha aiutato a capire se riesco ad inserire qualche giocatore come titolare o a partita in corso, sia dal punto di vista dell’atteggiamento ma anche tecnico-tattico».

Cosa si aspetta dal Sant’Agostino? Si tratta pur sempre di un derby. «Lo so. Nelle ultime 5 partite hanno fatto 12 punti, uscendo sconfitti solo la scorsa settimana. È una squadra che gioca, crea e ha dei giovani bravi. Queste informazioni non devono inficiare quello che è il nostro percorso: abbiamo fatto mea culpa per il precedente incontro. Sappiamo che è una partita difficile: è un derby e i ragazzi sono carichi e pronti per far in modo di avere quel piglio che nell’ultima uscita è mancata».

Che cosa si aspetta e cosa pretende di vedere in queste ultime cinque partite? «Dobbiamo pensare una partita alla volta, ogni incontro è una storia a sé, sia da un punto di vista di campo che di atteggiamento. Dobbiamo creare i presupposti tecnici e mentali per avere la padronanza durante l’arco della gara, è una cosa avvenuta diverse volte in precedenza, quindi possiamo farlo».

Uno dei dubbi è relativo alla punta. Cosa portano di diverso, per le loro caratteristiche, Piccioni e Moretti? «Piccioni è una punta d’area di rigore, Moretti invece attacca spesso la profondità, collegando il gioco con caratteristiche diverse. Da un po’ di tempo sto anche provando ad utilizzarli assieme: all’inizio c’erano dei problemi di equilibrio poi, come nell’ultima partita, ci è servito per finalizzare meglio il lavoro degli altri. Per farli giocare insieme serve il giusto equilibrio di squadra».

Come si spiega questi alti e bassi della squadra? Caratteristiche come la cattiveria e il furore agonistico sembrano non essere nel dna di alcuni giocatori. «I primi dispiaciuti sono sempre i ragazzi. È qualcosa di inconscio: ci si prepara per fare le cose fatte bene, poi le difficoltà di campo possono portare a non rendere al meglio. Ho detto loro di giocare con spensieratezza e pensare di avere sempre ambizione e fame durante la partita. L’importante è giocare tutti e 11 insieme, in entrambe le fasi, lo ripeto sempre. Sono molto insistente su questo aspetto». 

La probabile formazione

Ars et Labor (4-3-3): Luciani; Iglio, Dall’Ara, Mambelli, Mazzali; Malivojevic, Mazza, Cozzari; Senigagliesi, Piccioni/Moretti, Carbonaro.

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