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Ferrara, un museo per i cimeli della Spal

Francesco Gazzuola
Ferrara, un museo per i cimeli della Spal

Il piano del Comune per acquisire il marchio della società, la proposta del Pd

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Ferrara Un pezzo di Spal a casa e, dopo la liquidazione giudiziale e con l’asta pubblica all’orizzonte, il Comune vuole fare sul serio. Il 14 aprile sarà il direttore generale Sandro Mazzatorta a concorrere per l’acquisizione dei beni materiali e immateriali e c’è proprio una delibera della giunta che lo dispone: un piano, con lotto e importo specifici; l’occhio lungo al “pezzo pregiato” che è il marchio Spal; cimeli storici del club biancazzurro da “mettere in salvo” per «contribuire a consolidare il patrimonio immateriale dello sport ferrarese e a supportare future iniziative di carattere culturale, educativo e divulgativo», così l’atto comunale.

Già che ci siamo, propone una parte della politica, perché «non realizzare un museo dedicato alla storia sportiva del club cittadino nei locali dello stadio “Paolo Mazza” o in un altro luogo idoneo».

Sport e politica si intrecciano – a Ferrara l’hanno saputo bene nell’ultimo anno –, così a meno di una settimana dall’asta pubblica dei beni appartenuti alla Spal fallita, il Partito democratico lancia la mozione: non solo acquisire beni «nei modi che saranno definiti dal curatore della procedura di liquidazione giudiziale», ma anche trovar loro una casa. Uno spazio in cui ferraresi, e non, possano toccare con mano i cimeli di un passato glorioso, di una parte di storia travagliata anche, di «un patrimonio identitario della nostra città e di inestimabile valore affettivo» si legge nella proposta. E il luogo più deputato appare essere lo stadio, incastonato nel centro della città e già una sorta di museo a cielo aperto, perché è impossibile passare e non ricordare quando lì si giocava il calcio di serie A, in Serie A (anche la B andava bene).

È tutto in quel lotto numero 13 che l’amministrazione vuole far suo: beni mobili e attrezzature sportive già presenti nello stadio comunale, ma soprattutto i diritti di proprietà relativi ai marchi registrati “Spal Foundation”, “Accademia Spal” e “Stadio Paolo Mazza”.

Base d’asta 69.500 euro, con Mazzatorta che potrà rilanciare fino a 120mila. Perché queste proprietà immateriali sono così preziose è presto detto.

Come sottolineato anche nella mozione dei dem, l’acquisizione del marchio “Spal Foundation” comprende i diritti di partecipazione alla Fondazione Spal Ets (ente del terzo settore), uno strumento che consentirebbe al Comune di Ferrara di formulare future proposte d’acquisto in merito al marchio Spal. Nome e ovetto che, come anticipato settimane fa dalla Nuova, saranno trattati a parte (si chiedono 700mila euro) e per i quali il curatore fallimentare Aristide Pincelli ascolterà una concreta manifestazione di interesse privata.

Quella che il Comune di Ferrara potrà svelare dopo il 14 aprile, una volta acquisito il marchio filantropico “Foundation”. Così si sbloccherà il discorso relativo al logo, ed ecco che – se tutto andrà secondo i piani – con le dovute concessioni l’Ars et Labor diventerà una volta per tutte la Spal, anche sulla carta.  

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