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Beni della Spal in vendita, è il giorno dell’asta pubblica: cosa può succedere

Francesco Gazzuola
Beni della Spal in vendita, è il giorno dell’asta pubblica: cosa può succedere

Comune di Ferrara in prima fila per acquistare il marchio della Fondazione: ecco perché è importante rilevarlo per aggiudicarsi il logo Spal

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Ferrara Si torna a parlare di Spal, questa volta concretamente, perché è arrivato il giorno dell’asta pubblica per aggiudicarsi beni materiali e immateriali che appartenevano alla società fallita di Joe Tacopina. L’appuntamento è in via del Lavoro alle 10, quando la sala aste aprirà le porte e sarà battuta la vendita di quegli articoli oggetto della liquidazione giudiziale e censiti da Aristide Pincelli. Al netto di veicoli e autobus, attrezzatura sportiva e macchinari per l’illuminazione fotostimolante del manto erboso, l’attenzione sarà concentrata sui marchi registrati “Spal Foundation”, “Accademia Spal” e “Stadio Paolo Mazza”, che costituiscono il gancio principale per acquisire il vero e proprio logo della Spal.

Comune in prima fila

A manifestare interesse per quest’ultimi è stato il Comune di Ferrara. Neanche tanto velatamente, siccome esiste una delibera di giunta che incarica il direttore generale Sandro Mazzatorta a battere all’asta il lotto numero 3 (prodotto 16), che comprende giustappunto i marchi insieme all’attrezzatura e agli arredi dello stadio, dal tunnel per l’uscita dei giocatori a scrivanie e poltroncine della sala stampa, fino ai lettini di spogliatoi e infermeria. La base è di 69.500 euro e il Comune arriverà fino a 120mila per aggiudicarselo. Troppo importante per lasciarselo scappare: rilevare “Spal Foundation” significa acquisire i diritti di partecipazione alla Fondazione Spal Ets (ente del terzo settore), tramite cui il Comune potrà presentare, e svelare, la proposta d’acquisto del marchio Spal. Quest’ultimo infatti non è presente nel catalogo d’asta e sarà ceduto privatamente. Messi al sicuro in Municipio, nome e ovetto potranno essere poi ceduti in concessione all’attuale società, l’Ars et Labor, che così cambierebbe ufficialmente denominazione.

Gli altri beni

Il piano del Comune prenderà il via oggi alle 10. Gli intoppi non dovrebbero essere cosa di quest’asta pubblica, a cui è possibile partecipare anche online. Il lotto più costoso è il numero 1, con base a 97mila euro: sono raggruppati i beni di via Copparo, dai pulmini all’attrezzatura da palestra, oltre al materiale degli spogliatoi. Tutto quanto è ancora presente al “G.B. Fabbri” e a chi oggi lo utilizza farebbe un gran comodo averne la proprietà. Seguono lotti con giacenze di magazzino (apparecchi per la trasmissione radiotelevisiva, rinforzi, carrucole, piastre) e quelli che comprendono lampadari, cosmetici, ricambi auto e moto e attrezzature per la ristorazione, da migliaia e migliaia di euro. Ci sono poi oggetti venduti singolarmente che partono da quale decina o centinaia di euro, sicuramente più accessibili: biciclette, computer, una piscina fuori terra, due comodini addirittura a base d’asta zero euro. Svariate macchine e moto per chi volesse cercare un’occasione, pure un’Harley Davidson.

Difficilmente tutti i beni saranno acquistati e parte dell’asta andrà deserta. Si dovrà quindi tornare in via del Lavoro con prezzi al ribasso. Non certamente per il “lotto dei marchi”: il logo Spal freme per essere sfoggiato nuovamente.

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