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Mister Parlato dopo Ars et Labor-Faenza: «Portiamo Ferrara in serie D»

Tommaso Schwoch
Mister Parlato dopo Ars et Labor-Faenza: «Portiamo Ferrara in serie D»

L’allenatore dopo il sorpasso sfumato nonostante la vittoria. Parla anche il ds Federico sugli incidenti di percorso: «Ci abbiamo messo un po’ a capire il campionato. La società è solida e il futuro roseo»

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Ferrara «A prescindere da quel che sarà, hai portato grinta, passione e umiltà, grazie mister». Questo lo striscione esposto dalla Curva Ovest al fischio finale della partita contro il Faenza. Un gesto che rispecchia l’ottimo lavoro svolto da mister Parlato in questi mesi, il quale si è emozionato nel commentare il gesto: «Mi hanno chiesto di andare sotto la curva e quando ho alzato la testa ho letto lo striscione. L’ultima volta che mi è stato dedicato un gesto simile è stato per la morte di mio papà. Grazie, grazie davvero. Non mi aspettavo questo tributo. Tuttavia senza i miei ragazzi, la società e il presidente non sarei andato da nessuna parte. È l’insieme che conta, dobbiamo portare questa città in un’altra categoria, e le starebbe comunque stretta».

Finale dopo finale

Tornando alla partita: «Bisogna fare i complimenti al Mezzolara, ci abbiamo provato fino all’ultima giornata. Forse potevamo fare qualcosina in più, ma ai ragazzi posso solo fare i complimenti, tenere questo ritmo non è facile. Siamo consapevoli di essere una squadra forte: se giochiamo col piglio giusto in pochi sono al nostro livello. Ora ogni domenica abbiamo una finale da giocare. In questo momento dobbiamo recuperare fisicamente e mentalmente, per poi ripartire con fame e consapevolezza della nostra forza. Non dobbiamo abbatterci, bisogna andare avanti. Sento un po’ di delusione nell’aria, ma non c’è bisogno: il nostro percorso non finisce qui».

Fiducia ritrovata

Sull’argomento playoff è intervenuto anche il diesse Sandro Federico, sottolineando come sia stato fondamentale ricucire il rapporto con l’ambiente: «Abbiamo centrato un obiettivo importante: si è ricreato un clima di grande positività attorno alla squadra. Speravamo di regalare una soddisfazione, ma è fondamentale avere questo rapporto con l’ambiente e la tifoseria, Parlato ha avuto la grande capacità di riuscirci. Ora ci sono i presupposti per fare qualcosa di straordinario. Affronteremo il Santarcangelo con questo valore aggiunto. Prima forse c’era del timore, ora i ragazzi sono più sciolti e sentono l’affetto. Proseguiamo tutti insieme, solo così riporteremo l’Ars et Labor dove merita».

Incidenti di percorso

All’inizio la vittoria del campionato sembrava scontata ma nel processo di assimilazione – di idee e società stessa, essendo neonata –, qualcosa è andato storto: «A me interessa soprattutto il presente – risponde Federico –. Siamo partiti velocemente, abbiamo dovuto fare tante cose. Questa squadra non perde da novembre. Quando costruisci una squadra da zero ci sono delle difficoltà. Man mano abbiamo capito l’ambiente e il campionato. In questo momento è inutile guardare agli errori commessi in passato. La squadra ha fatto 72 punti e qualcosa di buono è stato costruito: la strada da percorrere è questa. L’anno scorso lo spareggio è stato giocato da due squadre a 63 punti, dieci in meno. È vero che portiamo sulle spalle l’eredità della Spal e ci aspettavamo di stravincere il campionato, ma non è semplice. L’importante è essere ripartiti con una società solida: la proprietà non ci ha mai fatto mancare nulla, il futuro è roseo». 

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