L’Ars et Labor arriva al primo bivio
Domani con lo Young Santarcangelo una formazione tutta da decidere
Ferrara La coda della stagione passa tutta dai playoff, che per l’Ars et Labor suona come una specie d’esame di riparazione, utile a recuperare quel debito che oggi conta tantissimo per il futuro del club e della piazza. La serie D è ancora conquistabile, ma bisognerà passare da un eventuale percorso completo di sei partite. Ciascuna di queste – le prime due anzitutto – senza margini d’errore.
Mentre la tensione inizia a salire, Ferrara si prepara a riempire ancora una volta il “Paolo Mazza”, atteso domani pomeriggio (fischio d’avvio alle 16.30) da un’altra cornice di pubblico da grande occasione. La prevendita dei biglietti – alle 19 di ieri staccati 2.836 biglietti fra prelazione abbonati e vendita libera; oggi la biglietteria dello stadio “Paolo Mazza” sarà aperta dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.30 – sta facendo registrare i consueti picchi d’amore del popolo biancazzurro, assoluto dodicesimo uomo da schierare per piegare la resistenza dello lo Young Santarcangelo. Avversario valido, che in campionato ha già dimostrato di poter mettere in difficoltà Dall’Ara e compagni, proprio come fecero Medicina Fossatone e Fratta Terme, possibili successivi ostacoli sulla strada verso la fase nazionale (quest’ultima poi articolata su partite di andata e ritorno, naturalmente qui senza il vantaggio di prevalere in caso di parità al termine degli eventuali tempi supplementari).
Le avversarie regionali – Santarcangelo e una tra Medicina o Fratta nel caso di passaggio del turno – sono state discrete gatte da pelare per l’Ars et Labor, ma allora targata Stefano Di Benedetto. Nei precedenti, infatti, non spicca il nome di Carmine Parlato, il tecnico che ha realmente svoltato il ritmo della stagione. I numeri raccontano di nove vittorie nelle ultime dieci partite, una rincorsa poderosa, chiusa però con l’amaro secondo posto alle spalle del Mezzolara.
A partire da domani servirà trasformare quel pizzico di delusione in nuova energia, andando oltre la stanchezza fisica e mentale accumulata negli ultimi mesi. In queste ultime ore d’avvicinamento mister Parlato sceglierà l’undici titolare e c’è da pensare che le scelte non si discosteranno dalle ultime uscite, nonostante qualche elemento stia palesando poca brillantezza. D’altronde, siamo al dentro o fuori. I serbatoi dei vari Mazzali, Cozzari e Carbonaro sembrano in fase di esaurimento (il “rientrante” Ricci resta non al top dal punto di vista atletico), ma si tratta di elementi imprescindibili e il tecnico si riaffiderà a loro. Tuttavia, un occhio di considerazione a elementi come Malivojevic e Moretti (quest’ultimo per avvicendamento con Piccioni) andrebbe dato: si tratta di ragazzi che nella seconda parte di stagione hanno persino faticato a trovare spazio, ma sono in possesso di qualità, di colpi e di quella freschezza che potrà essere un’arma aggiuntiva in questa bagarre.
L’approccio alla sfida contro i romagnoli arriva con il gruppo al completo, anche Mazza sta bene e avrà il suo ruolo in cabina di regia. Solo Giacomel – innegabilmente un “caso” – starà fuori dai giochi e tra i pali Luciani dovrà rispondere con una prestazione sicura (anche con i piedi...).
Il Santarcangelo arriverà al “Mazza” senza nulla da perdere, ma con tanta voglia di provarci. Il copione del match potrebbe essere ruvido, ostico e ritmato. È il caso di ricordare che in caso di parità dopo i primi 90 minuti, verranno disputati i tempi supplementari: se il Santarcangelo non riuscirà a prevalere nemmeno in qust’appendice, al 120’ il passaggio del turno sarà di marca ferrarese, in virtù del miglior posizionamento nella stagione regolare. In pratica, per l’Ars ci sono due risultati utili su tre a disposizione, ma guai a fare calcoli, perché gli episodi avversi nel calcio sono lì dietro l’angolo, pronti a palesarsi.
Chiudiamo con la designazione arbitrale e il match di corso Piave che è stato affidato ad Alessandro Delucca della sezione di Bologna: ad assisterlo ci saranno i colleghi Alemani di Forlì e Guizzardi di Lugo di Romagna.
È quasi giunto il momento di lasciare spazio al campo. Serviranno lucidità, cuore e quella fame che nelle ultime settimane ha riacceso l’entusiasmo e le speranze della piazza. Ora serve reggere il peso del momento e iniziare a chiudere il cerchio.
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