Piccioni si è preso Ars et Labor e tifosi: «Vogliamo vedere la luce insieme»
Il bomber biancazzurro: «È bello aver fatto cambiare idea alla gente. Prima battiamo il Medicina Fossatone, poi pensiamo alla Santegidiese»
Ferrara Dai fischi e dai mugugni che hanno caratterizzato gran parte della sua stagione alla strameritata standing ovation del “Paolo Mazza”. Gianmarco Piccioni si è preso l’Ars et Labor partita dopo partita, trasformando le critiche (a volte giuste, altre volte meno) in applausi, grazie al lavoro, ai gol e a prestazioni sempre più impattanti. L’attaccante biancazzurro, oggi fra i trascinatori di una squadra che continua a martellare verso l’obiettivo serie D, racconta le recenti emozioni vissute contro lo Young Santarcangelo e si addentra nella magia del momento biancazzurro tra campo e spalti. Dalla doppia cifra di gol – finalmente raggiunta – al feeling con Carbonaro e Senigagliesi, fino all’attesa per la sfida col Medicina Fossatone, in programma domenica pomeriggio alle 16.30. Nella speranza che per l’Ars et Labor e per lo stesso Piccioni possano palesarsi ancora tanti applausi.
Piccioni, qualcosa è cambiato… «Tutto ciò è davvero gratificante, perché nel mondo del calcio non è semplice sovvertire un’opinione. Ricevere gli apprezzamenti delle persone è motivo di soddisfazione. Se ho fatto cambiare idea alla gente è anche merito del mister e dei miei compagni che mi permettono di fare ciò che sto facendo. Ho lavorato in silenzio e il risultato fa piacere anche a me. Poi, come ho detto in passato, le soddisfazioni personali interessano fino a un certo punto se non si raggiungono gli obiettivi collettivi. Il nostro è ancora in palio ma dobbiamo pensare di guardare avanti perché manca ancora molto prima della luce».
Quella di domenica scorsa è stata la sua partita più completa, contraddistinta dal gol più bello in maglia Ars? «In prima persona non è mai semplice dare giudizi, perché si è soggettivi e il vero impatto lo si capisce meglio da fuori. Anche contro il Pietracuta in Coppa avevo giocato molto bene e sempre col Pietracuta in campionato avevo segnato un bel gol, così come quello con il Massa Lombarda. Ma devo dire che l’ultimo, per com’è venuto, è senz’altro da inserire nel cassetto dei migliori. Sto segnando quasi sempre nella porta in zona Est, ho fatto solo un gol sotto la Ovest che era valso un pari, ed è una cosa a cui penso spesso. Diciamo che se li fanno i miei compagni e vinciamo va bene uguale».
Tenendo conto di tutte le competizioni, intanto, ha raggiunto la doppia cifra di gol segnati. «Sì, non ho mai nascosto fosse un obiettivo ma ora non mi voglio fermare. Bisogna battere il ferro finché è caldo. Per me è molto importante dare una mano al collettivo. Credo la nostra sia una squadra che ormai abbia raggiunto un certo livello di maturità».
Il tridente con Carbonaro e Senigagliesi oggi fa paura a chiunque. «Sì, entrambi hanno fatto un campionato di grande livello. Direi che sono sugli scudi. Hanno contribuito a portare la squadra fino a questo punto e le prestazioni sono sotto gli occhi di tutti. Si tratta di elementi fondamentali, che tra l’altro già conoscevo personalmente, ma ritengo che nella nostra rosa ci siano tanti giocatori importanti. Cito Moretti, che non sta segnando ma s’impegna sempre ed è un valore. Tutti in questo spogliatoio danno una mano».
Com’è giocare nel “Mazza” di queste settimane? «Un qualcosa di unico, incredibile e difficile da descrivere. Anche per queste emozioni speriamo di andare avanti il più possibile perché ce lo stiamo godendo. Si rema tutti in un’unica direzione ed è quello che ricercavamo da tempo».
Che dire di quest’Ars che sa solo vincere e che ha avuto la capacità di non cadere in tranelli psicologici dopo la mancata rimonta al Mezzolara? «Non era facile perché qualche meccanismo sarebbe potuto scattare al termine dell’ultimo turno. La rincorsa stava per culminare in qualcosa d’incredibile ma vanno fatti i complimenti al Mezzolara perché oggettivamente hanno fatto un cammino straordinario. Noi siamo stati bravi a trasformare immediatamente la delusione in un punto di forza e questo s’è visto con il primo playoff».
A livello di energie fisiche e mentali come state? «Sono questioni che non possono e non devono esistere per noi. È appena iniziato un nuovo mini campionato, siamo motivati e dobbiamo pensare solo ad andare a tutta velocità».
Ora vi aspetta quel Medicina Fossatone che non avete mai battuto. «Esatto è una di quelle squadre che ci ha tenuto bassa la media punti, ma questa sarà un’altra partita. Si tratta di una finale, di 90 minuti da prendere con le pinze perché affronteremo una realtà che si è dimostrata capace di arrivare terza e ha caratteristiche importanti. Noi dobbiamo pensare alla nostra strada, senza calcolare la questione pareggio, per vincere. Se ci si ferma a pensare si può cadere in un tranello e non andrebbe bene. Il mister non ci fa mai calare la concentrazione e l’attenzione. Lo seguiremo in tal senso sperando di arrivare al 14 giugno».
Nell’eventuale passo successivo si andrebbe a giocare in Abruzzo, in posti a lei molto noti. «La Santegidiese è una realtà che conosco, essendo a 20 minuti da casa mia. Conosco bene il mister e tanti ragazzi che ci militano. Ma credetemi, in questo momento dobbiamo solo pensare al Medicina. Se le cose andranno bene domenica, ci sarà poi il tempo per fare un’analisi più completa dell’eventuale turno nazionale».
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