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Ars et Labor sconfitta 1-0 dalla Santegidiese, sarà un altro anno di Eccellenza

Alessio Duatti
Ars et Labor sconfitta 1-0 dalla Santegidiese, sarà un altro anno di Eccellenza

Nella semifinale di ritorno una pessima prova dei biancazzurri, mai pericolosi e apparsi in grado di ribaltare lo svantaggio con cui si presentavano alla partita

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Giulianova (TE) Game over, per l’Ars et Labor. Sconfitta 1-0 anche nella partita di ritorno contro la Santegidiese. A decidere il match è stato Guido Walter Dal Cason da Quilmes. Alla fine dei conti è toccato a un bomber argentino bocciare definitivamente la prima missione del nuovo corso biancazzurro in salsa albiceleste, costretto a una nuova annata in Eccellenza e a una nuova ricostruzione tecnica che passerà dalle mani dei noti procuratori che gravitano dalle parti di via Copparo.

Cambia la formazione

Allo svelarsi delle formazioni il primo indizio negativo di giornata: Senigagliesi non va neppure in panchina. Non sono negli undici neppure Carbonaro e Prezzabile: al loro posto Malivojevic e Cozzari con lo scacchiere tattico che vira sul 4-3-1-2 vista la posizione in trequarti del centrocampista portuense a supporto di Piccioni e Moretti.

La cronaca

All’ingresso in campo delle due squadre il “Fadini” in modalità sold out ribolle di passione: da una parte gli oltre 400 supporters giunti da Ferrara, dall’altra il caldo tifo locale che propone una fumogenata di colori capace di far slittare di qualche minuto l’inizio. Che gli abruzzesi non vogliano speculare sul gol di vantaggio maturato a Ferrara lo si capisce dal principio: la discesa di Massetti è un chiaro segnale. Poco dopo Mazza perde un brutto pallone davanti la propria area, ma il tiro di Dal Cason si rivela innocuo. Scognamiglio, invece, usa le maniere forti con Moretti andando anche oltre l’agonismo (graziato da un giallo sacrosanto che ad altre latitudini sarebbe stato forse rosse). L’Ars lascia troppo campo agli avversari e si fa trovare impreparata sull’inserimento di Idoyaga. Tutto succede attorno al quarto d’ora ed è una specie di preludio al vantaggio locale, firmato da un eurogol di Dal Cason (botta secca da oltre 20 metri all’incrocio dei pali), assistito da Mazzali che cicca la ribattuta. I biancazzurri propongono davvero poche idee. Prima del cooling break va annotata una punizione centrale di Piccioni e un tiro dalla lunga distanza di Cozzari. Il pressing della Santegidiese è asfissiante e gli errori spallini in fase d’impostazione sono un continuo. Pastore imbuca per Quirino che rimanda la fine facendosi respingere da Luciani nel “tu per tu”, poi Maistrilli svernicia tutti sulla sinistra ma sbaglia il rimorchio. La fotografia dell’insufficiente prima frazione ospite sta tutta nella punizione che Mazza calcia sopra la struttura degli spogliat prima della pausa.

La condizione imporrebbe una ripresa radicalmente opposta in termini di mordente e costruzione. Parlato toglie Piccioni e Malivojevic, dando spazio a Barazzetta e Carbonaro. Quest’ultimo gonfierebbe la rete (dopo la spizzata di Moretti) ma viene ravvisato un fuorigioco (assai dubbio). Scampato il pericolo la Sant riprende ritmo e porta altri guai dalle parti di Luciani. Gli abruzzesi non fanno complimenti sparecchiano diversi palloni fuori dall’impianto di gioco, con vista mare. L’ultima fetta del match si apre con la girata di Moretti, servito da Carbonaro, ma c’è la pronta risposta di Iovino. La verve generale è tuttavia davvero poca cosa e i padroni di casa, abbassandosi nella propria metà, si difendono senza affanni, fatta eccezione per il quasi autogol di Pastore, dopo la scodellata di Iglio, che sbatte contro la traversa. In finale playoff, ad un passo dalla serie D, ci va la Santegidiese. 

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