«Questa gente ci crede». Faccia a faccia alla partenza, i tifosi caricano l’Ars et Labor per la semifinale di ritorno playoff
In un centinaio hanno incontrato la squadra e “spinto” il pullman verso l’Abruzzo: c’è l’1-0 dell’andata da ribaltare
Ferrara È un’altra volta la partita che decide la stagione e anche se sarà lontana dal “Mazza” i tifosi spallini non hanno voluto far sentir sola l’Ars et Labor. Oggi, per il match della semifinale di ritorno contro la Santegidiese, a Giulianova, ci saranno anche loro, ma in numero ridotto perché i posti a disposizione dei ferraresi sono soltanto 400. La Curva Ovest non mancherà comunque – come da sempre e per sempre –, pur di macinare 300 chilometri e tifare fuori dallo stadio. Il rischio è già calcolato, ma intanto i supporter più caldi si sono stretti attorno alla squadra.
L’hanno fatto al “Mazza”, quella che per loro è casa, e su corso Piave alle 13.30 hanno marciato fino al varco da dove il pullman biancazzurro era pronto ad uscire. Bandiere, lo striscione “Ragazzi noi ci crediamo” e il faccia a faccia con i giocatori dell’Ars. Solo sostegno – incondizionato –, consapevoli dell’importanza dei prossimi novanta minuti. Un abbraccio fraterno di incoraggiamento, perché siamo tutti dalla stessa parte della barricata: quella che vuole vedere l’Ars et Labor in serie D e la Spal rinascere più in fretta possibile. I calciatori stivano i borsoni sulla corriera, fanno scorta di bottigliette d’acqua e si schierano – impassibili – a sentire le parole degli ultras. «Facciamo noi la partita – carica la Ovest –. Dopo la scorsa sconfitta abbiamo visto che alcuni sono venuti sotto la curva a testa bassa, ma non va bene perché noi in primis, e voi anche, stiamo dando tutto quindi è giusto che andiamo a prenderci quello che ci spetta». È un centinaio di tifosi a stringersi e a parlare come una sola voce a mister Carmine Parlato e a tutti i protagonisti che sono chiamati a ribaltare l’1-0 degli abruzzesi. C’è da incanalare la rabbia di due gol annullati per fuorigioco: entrambi errori arbitrali, che dopo le proteste contro il guardalinee rischiano anche di far vivere un’eventuale finale playoff al “Mazza” senza pubblico: questa la sanzione della Lega nazionale dilettanti, ma si attende il ricorso presentato dalla società.
«Noi vogliamo la vittoria, siamo qua per questo – insiste la Ovest –. Questa è la gente che ci crede. Siamo solo 400 allo stadio perché non ci hanno dato altri biglietti, altrimenti saremmo venuti in mille, duemila». E poi ancora: «Questa è la gente che ci crede». Tifosi e squadra si legano, letteralmente, e si guardano negli occhi. Il viso di mister Parlato finisce tra le mani di un tifoso: c’è una battaglia da vincere. Insieme. Ancora. «È una cosa che fa enorme piacere – aveva detto poco prima in conferenza stampa l’allenatore –. La passione e l’anima che hanno verso questi colori ci accompagneranno in trasferta. Mi auguro che il tifoso ferrarese possa vivere una grande giornata di sport e tutto possa andare bene, sia nel viaggio d’andata che in quello di ritorno». Il pullman chiude le porte e imbocca corso Piave. Giulianova, Santegidiese: l’Ars et Labor è arrivata.
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