Missione ripescaggio in serie D. L’Ars et Labor gioca le sue carte
Il presidente Marengo arriva apposta dall’Argentina per seguire la pratica. Regole stringenti e graduatorie, ma ci sono anche politica e buon senso
Ferrara L’Ars et Labor prova a percorrere la strada del ripescaggio in serie D. La notizia non è nuova, certo, ma è passata un po’ in sordina, nel senso che è stata ufficialmente data dal direttore generale Bruno Pradines in contesti in cui la questione era marginale, ossia l’incontro con i tifosi della Curva Ovest giovedì sera e sabato mattina, smentendo che il club sarebbe stato ceduto all’imprenditore maltese Portelli e che, anzi, il presidente Marengo arriverà a Roma in settimana e là si troveranno per seguire da vicino la pratica. Già, ma quale pratica?
La questione ripescaggio è formalmente molto lontana, solo ieri sono state disputate le sette finali d’andata dei playoff nazionali d’Eccellenza e domenica prossima sono in programma quelle di ritorno: solo allora si avrà un quadro “freddo” della situazione, nel senso che non terrà ancora conto di tante variabili. Quali? Possibili fusioni, rinunce all’iscrizione al prossimo campionato (pare che ci sia un discreto fermento...), ripescaggi o riammissioni alla categoria superiore.
A quest’ultimo riguardo, nella riunione del consiglio federale del 27 aprile scorso sono state approvate le procedure, i criteri e i termini per l’integrazione delle carenze di organico nei campionati professionistici circa le modalità di partecipazione delle seconde squadre in Serie C e Serie D. È stata mantenuta la struttura dello scorso anno, aggiornando solo la priorità nei ripescaggi in Lega Pro che per la prossima stagione sportiva prevede, in virtù del criterio dell’alternanza, il seguente ordine: una nuova seconda squadra di Serie A, Lega Pro, Serie D ed eventuale seconda squadra di Serie A partecipante al campionato di Serie D.
Tempistiche e scadenze prevedono le domande d’iscrizione alla serie C entro il 16 giugno prossimo, quelle alla serie D entro venerdì 10 luglio, che si anticipa a mercoledì 8 per le non aventi diritto, che inoltre dovranno versare contestualmente 24mila euro, presentare una fideiussione di 31mila euro e devolvere un contributo straordinario alla Figc di 50mila euro, per un totale della pratica di 105.000 euro, un impegno non alla portata di tutti.
Il termine perentorio per la presentazione della domanda d’integrazione di organico relativa alle riammissioni, sostituzioni e ripescaggi è stato fissato per il 20 luglio. Ciò premesso, tenendo conto che a cascata anche questo va a influire sulla composizione degli organici della prossima stagione, vediamo qual è la situazione regolamentare alla vigilia di una settimana che potrebbe essere decisiva per le speranze dell’Ars et Labor di accedere alla serie D, tanto da far prendere un aereo dall’Argentina a Roma e far tornare il presidente Andrés Adolfo Marengo apposta per seguire da vicino l’iter assieme al direttore generale Bruno Pradines.
Il presupposto fondamentale è che i ripescaggi si attivano unicamente se il numero totale delle squadre aventi diritto (le confermate dalla stagione precedente, le retrocesse dalla Serie C e le promosse dall’Eccellenza) risulta inferiore all’organico standard di 162 squadre.
Le procedure ufficiali si tengono ogni anno in piena estate, tant’è che solo a metà luglio scadono i termini per l’iscrizione al campionato e la Covisod (Commissione di vigilanza sulle società di calcio dilettantistiche) esamina i documenti depositati. Entro pochi giorni la Commissione comunica quali club non sono in regola e le società escluse possono presentare ricorso. Se il ricorso viene respinto, ovvero una società non si è iscritta o è stata ripescata nella categoria superiore, si libera ufficialmente il posto per un ripescaggio. I verdetti definitivi sono attesi il 28 luglio.
Se ci sono posti vacanti, la Lega nazionale dilettanti procede a completare gli organici andando ad attingere dalla graduatoria ufficiale che assegna i posti secondo un sistema a punti diviso principalmente in tre categorie: piazzamento nei playoff, ossia le squadre che hanno vinto gli spareggi nazionali, o hanno perso la finale, ovvero si sono fermate in semifinale ottengono un punteggio proporzionale molto alto; la media punti, calcolando il rapporto tra i punti ottenuti in campionato e le gare disputate; la tradizione sportiva, valutando la storia del club e i campionati professionistici o di Serie D disputati negli ultimi anni.
Per poter accedere al ripescaggio, il club deve soddisfare requisiti inderogabili: aver regolarmente presentato la domanda d’iscrizione, accompagnata dalla tassa e dalla fideiussione nei tempi previsti; disporre di un impianto sportivo omologato per la categoria.
C’è infine un’altra questione da tenere in debita considerazione, ossia la distinzione tra due procedure: la riammissione, riguarda le squadre che hanno partecipato alla Serie D nella stagione appena conclusa e hanno presentato domanda d’iscrizione corretta, ma sono state inizialmente respinte per un vizio di forma o per un ritardo, e queste hanno la precedenza assoluta nei reintegri rispetto alle squadre che provengono da categorie inferiori; il ripescaggio, che si applica invece alle società che chiedono di salire di categoria per coprire i posti vacanti rimasti liberi dopo le riammissioni.
In tutto questo, quali prospettive può avere l’Ars et Labor? A stare alla regole, le possibilità del club di via Copparo di vedere ammessa la propria squadra in Serie D appaiono residuali. Se la graduatoria viene compilata rigidamente con i parametri sin qui enunciati, allora è meglio pensare all’Eccellenza e ad attrezzarsi per vincerla. Ammesso e non concesso che le sette vincitrici dei playoff nazionali trovino tutte spazio nella prossima Serie D, l’Ars et Labor, a spanne (i parametri qui s’intrecciano) nella graduatoria si troverà davanti le sette perdenti delle finali.
Riguardando i parametri che vanno a influire sul posizionamento i biancazzurri pagano la mancanza di storia, essendo formalmente una società nata da un anno. Qui si passa dalle regole alla politica: sarà in qualche modo riconosciuta alla società di Ferrara l’eredità raccolta dalla Spal? A essere fiscali, la risposta è no. Però è indubbio che quell’eredità c’è eccome: le strutture e la tifoseria non hanno nulla a che fare con l’Eccellenza. Elementi che, se da un lato esaltano gli avversari che di volta in volta si presentano al “Mazza”, dall’altro creano uno squilibrio, tant’è che solo il Mezzolara, per una serie d’incastri e di abilità, ha davvero tenuto testa e, anzi, superato, i biancazzurri: ma la terza e la quarta classificate, nel girone più equilibrato e competitivo che si ricordi, si sono fermate a -19 punti da capitan Dall’Ara e compagni, un’enormità, che certo non può far piacere a nessuno. Insomma, regole sì, ma anche buon senso, per spingere l’Ars et Labor nella categoria superiore.
Missione possibile? Un qualche margine ci sarà, se il presidente prende un volo da Buenos Aires a Roma per provare a portarla a termine. Andrés Adolfo Marengo novello Ethan Hunt? Beh, parallelo azzardato e suggestivo, ma come Tom Cruise dovrà rinunciare alle controfigure e agire in prima persona, con la variabile tempo che gli gioca pure contro. Se, infatti, sarà Eccellenza o Serie D certo non si potrà affrontare la prossima stagione con lo stesso organico, quello sul quale stanno già ragionando mister Carmine Parlato e il direttore sportivo Sandro Federico. Insomma, non c’è pace sotto il cielo di Ferrara, almeno c’è una fiammella di speranza accesa.l
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