La Nuova Ferrara

Sport

Calcio Eccellenza

L’Ars et Labor predispone il futuro. La preparazione si farà a Ferrara

Alessio Duatti
L’Ars et Labor predispone il futuro. La preparazione si farà a Ferrara

Niente ritiro, lavoro estivo al “G.B. Fabbri” da metà luglio e amichevoli in zona

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Le incognite del momento restano tante. Le voci rispetto a un possibile passaggio di mano del club non sono state del tutto respinte dalla nota societaria di qualche giorno fa e la parte tecnico-sportiva resterà in stand-by quantomeno fino all’espressione del presidente Andrés Adolfo Marengo, che dovrebbe avvenire entro metà della prossima settimana. Salvo stravolgimenti – difficili, ma non impossibili – il timone delle scelte tecniche dovrebbe restare ancora nelle mani del direttore sportivo Sandro Federico, per altro confermato ufficialmente nel ruolo davanti ai tifosi dal direttore generale Bruno Pradines, che ha pure confermato Pierpaolo Triulzi come consulente societario, con conseguente permanenza sulla panchina di Carmine Parlato.

Ad ogni modo dal prossimo 1 luglio prenderà il via una nuova stagione, che dovrà necessariamente generare risposte dopo un primo anno concluso senza il raggiungimento degli obiettivi sportivi che erano stati indicati all’inizio del nuovo corso targato Ars et Labor. Come detto, tra organico, assetto tecnico e strategie future, diversi temi restano ancora aperti (idem la porticina per il ripescaggio in serie D, pur con uno spiraglio ridottissimo). Un altro argomento riguarda il programma estivo e le modalità con cui la squadra preparerà il campionato 2026-27.

Le indicazioni che filtrano in queste prime giornate di giugno portano tutte nella stessa direzione. Non dovrebbe infatti esserci alcun ritiro in montagna, come accadeva abitualmente negli ormai nostalgici anni del professionismo, quando il brand Spal toccava le magiche vette delle Dolomiti o l’Appennino marchigiano. L’ipotesi più concreta per i giorni nostri è infatti quella di una preparazione interamente sviluppata al “G.B. Fabbri” di via Copparo, sfruttando le strutture di casa un po’ come già accaduto la scorsa estate. Dodici mesi fa la scelta era stata in parte obbligata dalle circostanze del momento, con una società appena nata e una rosa da costruire in tempi strettissimi. Oggi il contesto sarebbe differente, ci si sarebbe anche potuto lavorare sopra in maniera diversa, per incentivare il lavoro a temperature maggiormente consone, ma la soluzione interna sembra destinata a essere confermata.

In tutto ciò va anche ricordato che nel calcio dilettantistico i tempi per il cosiddetto raduno/ritiro sono diversi rispetto a quelli delle categorie professionistiche. Le squadre di Eccellenza, nella maggior parte dei casi, iniziano il lavoro nella seconda metà di luglio e quindi non nei primi giorni del mese. È quindi verosimile che anche l’Ars et Labor segua questo percorso. Anche sul fronte delle amichevoli non si prevedono particolari novità. Pure qui, lo scenario più probabile appare quello delle tradizionali uscite contro avversarie del territorio o delle province vicine, utili per mettere benzina nelle gambe e consentire allo staff di valutare il nuovo gruppo – chissà quanto rinnovato – senza allontanarsi troppo dalla base.

Eppure, nemmeno troppi mesi fa, per via del legame con la proprietà, una strizzatina d’occhio a un’estate in Argentina (dove di questi tempi il termometro si attesta sulla decina di gradi) la si era anche data. Anche perché un’esperienza particolare lo scorso anno era stata realmente vissuta dal Perugia, altra società italiana riconducibile agli stessi investitori sudamericani che si sono palesati a Ferrara assieme ai medesimi agenti – il citato Triulzi e Giuseppe Piraino – che a Perugia ben conoscono. La scorsa estate il club umbro aveva infatti svolto una parte della preparazione in Argentina. Un’iniziativa che aveva inevitabilmente acceso la fantasia di una parte della piazza ferrarese, almeno nelle fasi iniziali della nuova avventura societaria, quand’era stata riposta quella fiducia (che oggi sembra essere almeno in parte svanita) sul nuovo corso. Ma quella di vedere i colori biancazzurri nella patria albiceleste è oggi questione lontana e da rimettere dentro al cassetto dei progetti speciali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google