Spal, ovetto in vendita il 9 luglio: corsa contro il tempo per il nome
Il lotto dei marchi vale 702.200 euro e senza offerte ci sarà subito un nuovo incanto, con il prezzo a base d’asta che sarà dimezzato
Ferrara Di una cosa si è ormai certi: il curatore fallimentare Aristide Pincelli, che segue il fallimento Spal, sta facendo di tutto per mettere nelle condizioni eventuali compratori di utilizzare già il marchio e il logo fin dalla prossima stagione. È infatti bandita per il 9 luglio la seconda asta legata al fallimento biancazzurro, una data che permetterà di avanzare la richiesta di cambio di denominazione in federazione entro il 15 luglio, arrivando così a poter riesumare legittimamente e federalmente il nome Spal.
In quell’occasione, nella sala d’aste di via Del Lavoro, verranno banditi sia i cimeli storici sia soprattutto il famoso ovetto, oltre ai vari loghi utilizzati nel tempo tra cui il cerbiatto del settore giovanile e il We Love Spal. A mille euro a lotto saranno messi ad incanto quadri, maglie da gioco incorniciate e coppe; a 200 euro sarà proposto il plastico dello stadio Mazza poi si entrerà nella parte più importante della giornata e della storia recente biancazzurra. Il lotto dei marchi vale 702.200 euro e prevede una offerta minima di 526.650 euro. Per partecipare bisognerà da subito versare una cauzione di circa 70mila euro. Cosa succede a quel punto? Si capirà da subito se qualcuno è interessato al lotto, che prevede un rilancio di 3mila euro alla volta. Va ricordato che il valore è stato elaborato dopo la perizia eseguita dal professor Angela Paletta.
Se nessuno parteciperà - ma ovviamente l’auspicio dei creditori è che vi sia una vendita al prezzo più alto possibile - pochi minuti dopo vi sarà un secondo incanto con il prezzo a base d’asta che sarà dimezzato. La chiamata è proprio funzionale ad aggiudicare entro la giornata il marchio e consentire al club che lo utilizzerà di chiamarsi Spal. Chi lo comprerà è tutto da decifrare, ma di sicuro sarà venduto dal momento che il Comune di Ferrara ha già avanzato una manifestazione d’interesse e ha quindi messo una cifra nella busta fatta pervenire al curatore. La sensazione però è che ci sia fermento intorno al nome “Spal” e non si esclude possa arrivare qualche imprenditore da fuori per rilevare il logo e magari portare la propria squadra a giocare a Ferrara, al Mazza, nella casa della Spal.
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