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Madonna Boschi, pranzo amarcord della Spal con Donigaglia

Sergio Armanino
Madonna Boschi, pranzo amarcord della Spal con Donigaglia

L’ex presidente assieme alla moglie e a uno dei figli a tavola con ex giocatori e tifosi biancazzurri. Mangoni: «È stato bello, nessuno di noi lo aveva più incontrato. È lucido e si ricorda tutto»

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Madonna Boschi Ogni tanto sono cene o pranzi tra vecchi amici. Come accade con i compagni di scuola, anche i calciatori che hanno militato nella stessa squadra, magari raggiungendo risultati di prestigio o condividendo percorsi importanti, si ritrovano nella “piazza” a cui sono legati. Come nelle rimpatriate scolastiche, però, è raro che a partecipare ci siano gli insegnanti: parimenti per i calciatori, avere a tavola il proprio presidente è un onore eccezionale. Sabato, per gli ex spallini, è accaduto. Anzi, i biancazzurri, giocatori e tifosi, hanno raddoppiato, perché al pranzo c’era pure il direttore sportivo. A svelare l’arcano una foto pubblicata sui social da Andrea Mangoni: in prima fila Giovanni Donigaglia, al fianco dell’ex capitano Giovanni Botteghi. Un sussulto alla vista dell’immagine, poi scatta la telefonata a “Mango”.

«Donigaglia (86 anni, ndr) è ancora in forma, si ricorda tutto, ha avuto piacere a rivederci. Nessuno di noi l’aveva più visto, è stato proprio Donigaglia, tramite Botteghi, a voler organizzare l’incontro conviviale. Purtroppo c’eravamo solo io, Labardi e Messersì, poi i tifosi, gli ex Spallinati».

È un Mangoni fra l’esaltato e il commosso per quell’incontro: «C’era anche la moglie di Donigaglia, Marilena, e uno dei figli, Luca. Lui si ricorda tutto, di Macalli, della serie B, della C, del dover lasciare la Spal quando non avrebbe voluto... È stata una bella emozione per tutti rivederlo, come un padre che ritrova dopo tanto tempo dei figli e noi non ci saremmo mai aspettati di trovarlo così in forma, con amicizia, lealtà, senza doversi vergognare di niente. Ci siamo scambiati i numeri di telefono, lui ci ha regalato il suo libro con dedica: soffriva ancora per la serie B persa e per non aver vinto lo spareggio, come si soffre noi, perché se ci fossimo salvati in serie B, ci saremmo rimasti e chissà che non sarebbe arrivata la serie A: i presupposti c’erano tutti. Abbiamo ricordato G.B. Fabbri, parlato di Lombardo, Discepoli: aveva voglia di parlare con noi e noi con lui, abbiamo ritrovato il presidente. Peccato che tanti non siano potuti venire, ma si è detto che si può rifare con quei tifosi, magari se si fissa una data in periodi diversi dall’estate, magari di lunedì, che molti sono nel calcio. Come nel 2002, che festeggiamo i 30 anni dalla nostra promozione, facemmo la cena e dormimmo a Ferrara: lui ha voglia di vederci e viceversa, lui è ancora in gran forma, sta bene. Aneddoti? Non in particolare, solo il suo ricordare lucidamente tutto e quei momenti della retrocessione e dello spareggio con il Como di Tardelli, a Verona, l’arbitro De Santis.... Lui è rammaricato di non poter essere stato presente in certi momenti e dare una mano, non esserci stato vicino... Siamo dispiaciuti quanto lui che non ci fosse e aver perso due occasioni importanti per la storia della Spal, perché lui ha fatto la storia della Spal, quella recente, assieme ai Colombarini». 

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