C’è la proposta d’acquisto, l’Ars et Labor può passare di mano
Il maltese Portelli ha fatto il passo: ora la proprietà argentina deve decidere
Ferrara Stavolta si fa sul serio. Al di là delle mezze smentite di facciata che arrivano dal direttore generale Bruno Pradines (tutto legittimo, la fase è delicata e la questione ancora riservata), la proprietà argentina dell’Ars et Labor ha ricevuto nei giorni scorsi una proposta scritta di acquisto da parte dell’imprenditore e dirigente calcistico maltese Joseph Portelli.
Non è dato sapere la cifra esatta che è stata offerta per acquisire il club, ma dovrebbe essere attorno a quei due milioni di euro che gli attuali proprietari – ossia il patron Juan Martín Molinari e il suo socio e presidente Andrés Marengo – avrebbero ritenuto sufficientemente interessante per smentire sé stessi, almeno nelle dichiarazioni pubbliche affidate al direttore generale Pradines, e aprire una trattativa. Aprirla e chiuderla in fretta, salvo poi avere a disposizione i tecnicismi utili a non rimanere schiacciati negli ingranaggi temporali burocratici: in pratica, se la definizione dell’affare arriverà in porto ma non nel giro di pochissimo, per poter consentire alla società si rimanere pienamente operativa e muovere tutti i passi che l’attendono, il maltese di Gozo potrebbe rilevare la stragrande maggioranza delle quote societarie, lasciandone una parte simbolica agli argentini. Ma questo è il meno.
Il più, invece, è capire quali prospettive si aprirebbero per l’Ars et Labor in caso di cambio di proprietà. Portelli ha sempre dichiarato due cose: di cercare un club di bassa categoria, ma che possa essere portato fino alla serie A, e quello biancazzurro insieme alla città hanno tutte le caratteristiche necessarie, ma anche di voler utilizzare la squadra per far fare esperienza ai giocatori dell’altro club di cui è già in possesso a Malta e di cui è presidente, l’Hamrun Spartans, che per inciso ha appena esonerato il tecnico Giacomo Modica e affidato la squadra a Stefano Sanderra: da un italiano a un altro. Operazione rapidissima, perché l’Hamrun Spartans è atteso dal primo turno di qualificazione di Conference League il 9 luglio a Runavik contro la locale squadra faorese. Come dire che quella rosa dovrebbe già essere ben definita e in procinto d’iniziare la propria stagione internazionale: difficile immaginare che da lì qualche giocatore si sposti a Ferrara.
Le incognite, tuttavia, si moltiplicano. Con l’eventuale nuova proprietà si andrà avanti con lo stesso direttore sportivo e lo stesso staff tecnico? Sandro Federico potrà proseguire nell’azione già intrapresa o dovrà farsi da parte, oppure rivedere i suoi piani? E mister Parlato?
Di certo proseguiranno le necessarie attività per tentare la via del ripescaggio: 105mila euro i fondi necessari a vario titolo per presentare la domanda con tutti i crismi entro l’8 luglio. Non un problema per la nuova proprietà: l’azienda principale di Joseph Portelli è la J. Portelli Projects, una delle più grandi e attive società di sviluppo immobiliare e costruzioni a Malta e sull'isola di Gozo, per altro l’imprenditore è accreditato di un patrimonio di 350 milioni.
La domanda, che resta sullo sfondo, è un’altra: che strada sta imboccando la prima realtà di calcio di Ferrara?
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