Ars et Labor, la vendita è orchestrata da Triulzi
Il procuratore ha cercato l’affare per il guadagno degli argentini
Ferrara È realmente diventata un enorme fritto misto, l’estate dell’Ars et Labor. Il pescato biancazzurro tiene in considerazione un po’ tutto, compresa la vendita finale del club. Ebbene sì. Nel menù “Mediterraneo” di questi giorni infernali è finita anche questa possibilità: a oggi tanto aperta, quanto elevata, per non dire che sia virtualmente già fatta (se non altro per le classiche lungaggini burocratiche e per quei minimi cavilli che nel calcio degli affari potrebbero far saltare anche i banchi più delineati).
Sembrava la solita estate di ripartenza e di doveroso riscatto dal precedente fallimento sportivo, un paio di tasselli si stavano già incasellando, vedi la riconferma di Carmine Parlato, della direzione sportiva con Sandro Federico e di alcuni giocatori “top”, e gli unici temi extra-campo che avrebbero contraddistinto le prossime settimane sarebbero stati le partite del ripescaggio e del marchio.
Il ripescaggio
Sulla prima delle due questioni l’attuale Ars et Labor vuole spingere al massimo – venerdì di questa settimana è prevista un’altra missione romana con tutta la documentazione alla mano –, perché va da sé che vendere un club in Eccellenza ha un determinato costo e cedere la mano con l’iscrizione alla serie D significherebbe avere poi nel proprio portafogli altre cifre. Tra i diversi dettagli da limare, proprio questo pare il prioritario, con annesse tempistiche d’attesa che possono comunque essere superate con diverse ipotesi previste a livello contrattuale, se, come sembra, il passaggio di proprietà dovesse concludersi prima di quelle scadenze.
Sul passaggio di proprietà
Oggi non è più un mistero che la partita biancazzurra possa spostarsi per davvero verso Malta e nelle mani di quel Joseph Portelli che da tanti mesi cerca di far breccia nel calcio italiano, tanto che la società ferrarese è ben la sesta, almeno a parole, entrata nel suo mirino. Le domande che s’impongono in questa fase che pare di passaggio sono: chi sta conducendo le operazioni in via Copparo? Con quale mandato e di chi?
Il nome del presidente Andrés Marengo resta per forza nelle cronache in primo piano, per rappresentanza e per il poter di firma conclusivo, ma sarebbe sempre l’agente Pierpaolo Triulzi – lo stesso regista di un anno fa – a tirare le fila del discorso. Il “deus ex machina” di tutta questa parentesi albiceleste non si starebbe muovendo soltanto da un paio di settimane.
L’idea e i contatti per un passaggio di mano – che avrebbe reso l’investimento per tutto il gruppo argentino rappresentato assai remunerativo – della creatura ferrarese sarebbero in ballo da parecchio tempo. E in precedenza non è da escludere che si siano cercati anche interlocutori italiani. In ogni modo, poi, tramite le timide parole pubbliche del direttore generale Bruno Pradines si è preso tempo e si è provato a smorzare i toni. Rimasti tuttavia tali per l’inefficacia comunicativa della nota ufficiale che aveva tentato di smentire la chiusura delle operazioni con Joseph Portelli, già proprietario degli Hamrun Spartans (e di un’altissima fetta delle proprietà immobiliari presenti nell’isola in cui domina la lingua inglese).
Ferrara-Malta
I maltesi, guarda caso, si allenano da settimane in Umbria, zona Perugia (altro terreno fertile in cui negli ultimi anni si sono insediati gli argentini e i consulenti vari del medesimo giro estense) per preparare l’impegno dei preliminari di Conference League. Diverse, nei mesi scorsi, erano state le voci di mercato che indirizzavano giocatori del Perugia verso quella Malta che un tempo figurava come una delle tappe preferite dell’ex rotta dei Fenici.
D’altro canto il progetto “Malta Italia” dell’Hamrun Spartans non è mai stato nascosto, anzi all’inizio di questo mese è stato presentato ufficialmente a Siracusa (con Portelli presente), a una conferenza pubblica dov’è stata sottolineata già la presenza di oltre 31 società gemellate tra l’Italia (soprattutto) e l’Europa per far crescere nuovi talenti. Insomma il ponte tra Malta e il Bel Paese esiste da tempo, così come appaiono ben noti gli interessi, i punti di contatto e la possibilità di far affari tra Portelli e gli argentini (tramite i consulenti). Un legame che verosimilmente non si esaurirà nel caso vada a buon fine il passaggio di proprietà.
Quale futuro?
Tra l’altro, quella sudamericana potrebbe essere annoverata anche come una vera e propria fuga dall’Italia (e da posizioni di comando). È il caso di ricordare che i vari Faroni e Molinari sono sempre stati posizionati tra i principali contatti della Federazione calcistica argentina (Afa) e, a quanto pare, dopo il Mondiale da quelle parti potrebbero esserci notevoli cambiamenti di rilievo. Sì, e in tutto questo calderone, con doppi fili d’interesse e quant’altro a intrecciarsi, come la si mette con la parte sportiva di via Copparo?
A Sandro Federico sarebbe stato chiesto di proseguire la programmazione come se nulla fosse. La conferma di mister Carmine Parlato non sembrerebbe in discussione, così come gli accordi con i giocatori della rosa con cui si vuol proseguire insieme. Il mantra parrebbe quello di non stravolgere i piani e gli attori principali. In attesa di tutto quello che poi potrebbe comportare un’eventuale nuovo insediamento.
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