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Nodo ripescaggio e poi la vendita. Le date per il futuro dell’Ars et Labor

Alessio Duatti
Nodo ripescaggio e poi la vendita. Le date per il futuro dell’Ars et Labor

Dopo il passaggio ai maltesi si punterebbe alla continuità sportiva con la conferma di mister e giocatori chiave. Resta invece un’incognita il ds

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Ferrara Temperature sempre più bollenti in casa Ars et Labor. L’impressione che filtra è che ormai non si tratti tanto di capire se l’operazione della cessione societaria potrà chiudersi, ma quando si arriverà a una definizione ormai probabilissima. Un ribaltamento di prospettiva che rende lo scenario maltese più concreto proprio l’1 luglio, primo giorno ufficiale della stagione sportiva 2026/2027.

Marengo già in Italia

Il quadro resta in movimento, ma con un appello di nomi che va a colorire il perimetro della situazione. Il presidente Andrés Marengo è in Italia da diversi giorni, anche se non a Ferrara, mentre è imminente il ritorno in città del direttore generale Bruno Pradines, atteso per riprendere il controllo operativo delle attività quotidiane del club – come gli è stato richiesto – in una fase in cui ogni passaggio ha un peso specifico importante.

Domanda di ripescaggio e asta per marchio

Sul piano formale la prossima data da segnare è quella di venerdì 3 luglio, quando l’attuale dirigenza si recherà nuovamente a Roma per il deposito della documentazione integrale relativa alla domanda di ripescaggio in serie D. Giovedì 9, invece, è in programma l’asta per l’aggiudicazione del marchio Spal, uno dei passaggi più sensibili e delicati dell’intera estate. Un momento in cui il Comune di Ferrara sarà presumibilmente protagonista, ma che potrebbe anche aprire la porta all’ingresso di soggetti esterni interessati al controllo o all’utilizzo dello storico brand biancazzurro ferrarese. L’Ars et Labor argentina, al momento, non risulterebbe tra i partecipanti all’asta, elemento che alimenta interrogativi su chi eventualmente si farà avanti per l’identità sportiva cittadina e quali saranno le conseguenze strategiche della scelta, nonché l’eventuale reazione di Palazzo Municipale. Resta da capire, in questo contesto, quale posizione assumerà Joseph Portelli da Malta.

L’esito del ripescaggio

Il giorno successivo, venerdì 10, arriverà invece il verdetto sul ripescaggio in serie D: sarà un primo pronunciamento – il quadro definitivo si avrà solo martedì 28 – ma se la strada fosse sbarrata, fra nove giorni sarà già chiaro. L’Ars et Labor parte da una posizione molto complessa, con possibilità ridotte, ma è ancora formalmente in corsa per la storicità della piazza (sebbene formalmente non riconosciuta alla matricola dell’Ars) e per i numeri del proprio pubblico. Un esito che, comunque vada, inciderà in maniera diretta sul valore complessivo del club e sulla sua appetibilità in vista delle successive e ultime interlocuzioni. Ed è proprio da qui che si apre la finestra più delicata: quella che porta a una possibile accelerazione decisiva del dossier societario, con i maltesi pronti al closing. L’idea, in questo senso, è che, una volta definito il quadro della categoria, si possa arrivare al tavolo della chiusura con un assetto economico e sportivo più chiaro e quindi più “vendibile” o ristrutturabile.

Le “suggestioni maltesi”

Sul piano sportivo l’orientamento sarebbe quello della continuità: conferma della guida tecnica, mantenimento di parte del gruppo squadra e una gestione iniziale senza strappi, utile a garantire stabilità nel passaggio di proprietà. Ora le attenzioni più forti si concentrano sul ruolo del direttore sportivo – oggi occupato a pieni poteri da Sandro Federico – e sulle figure che potrebbero rappresentare il nuovo corso. In questo contesto potrebbe tornare attuale anche il nome di Mirco Antenucci. L’eventuale coinvolgimento dell’ex capitano e figura simbolo del recente passato biancazzurro potrebbe infatti essere considerata un’opzione tutt’altro che secondaria in caso d’ingresso di nuovi investitori. Rispetto alla scorsa stagione il quadro sarebbe completamente diverso, visto che Antenucci non sarebbe usato da uomo immagine né da frontman, ma, se chiamato, figurerebbe poi come dirigente operativo del club con compiti di costruzione della rosa e gestione dell’area sportiva. Qualora si dovesse aprire davvero qualcosa di concreto su indicazione di Portelli, parallelamente sorgerebbe un’altra suggestione tradotta nell’ipotetico ritorno (anche) di Eros Schiavon, con un eventuale ruolo tecnico da definire. Se non altro perché la guida di mister Parlato non sembra affatto in discussione e, a oggi, il settore giovanile di via Copparo pare possa restare sostanzialmente stabile nelle sue attuali figure di riferimento.

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