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Ars et Labor, aperti i rinnovi ma è tutto fermo: si attende il cambio di proprietà

Tommaso Schwoch
Ars et Labor, aperti i rinnovi ma è tutto fermo: si attende il cambio di proprietà

Iniziata la nuova stagione con la possibilità di depositare i contratti, ma l’operatività del club è frenata

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Ferrara Tutto fermo, tutto bloccato in attesa del cambio di proprietà. Era iniziato ufficialmente l’allestimento della nuova Ars et Labor in vista della prossima stagione, ieri si sarebbero potuti depositare i primi contratti, invece ogni iniziativa è stata bloccata, in attesa del passaggio formale fra la cordata argentina che fa capo a Molinari e Maréngo e il subentrante maltese di Gozo Joseph Portelli. Quando si potrà ripartire con l’operatività, non è attesa una rivoluzione (o involuzione), come quella a cui la città ha dovuto assistere la scorsa estate, ma sicuramente si apre un mese di grossi cambiamenti e novità.

Per carità, i nuovi moduli per mettere sotto contratto i giocatori sono arrivati solo nella giornata di ieri, non era certo urgente compilarli e depositarli, ma è comunque arrivato uno stop. Certo, non una situazione facile, ma ormai sembra imminente l’annuncio dell’accordo fra proprietà uscente e subentrante, ma da queste parti – visti gli avvenimenti degli ultimi anni – è meglio non dare mai nulla per scontato. Tuttavia, niente allarmismi: la volontà è quella di dare continuità sportiva al percorso iniziato a gennaio.

Questo significa che i rinnovi di cui si è tanto vociferato in questi giorni (Dall’Ara e Senigagliesi su tutti) dovrebbero semplicemente essere posticipati di qualche giorno. Su mister Parlato i dubbi sono ancora minori, visto che sono già stati scelti il suo vice Paolo Macchia, il cui arrivo a Ferrara è in realtà un ritorno, e il collaboratore tecnico Gustavo Ferretti, il cui rapporto con il mister campano è nato diversi anni fa sul prato verde. Un attimo in stand-by anche i discorsi con le altre figure che abitano i territori di via Copparo.

Una sicurezza è l’addio del responsabile commerciale Massimiliano Mamini, il quale ha ricoperto questo ruolo dalla gestione Tacopina.

I prossimi giorni saranno molto caldi: si scoprirà la verità su chi sarà a guidare l’Ars et Labor e giovedì 9 si terrà la tanto attesa asta per aggiudicare il marchio Spal, nella speranza di poter tornare finalmente a chiamare la squadra biancazzurra con il nome che storicamente le compete.

C’è poi sempre la questione del ripescaggio in serie D, aspetto che cambierebbe (o meglio, stravolgerebbe) l’approccio al mercato e il campionato che verrà. In tutto questo, però, mancano solo tre settimane al ritrovo della squadra al centro sportivo “G.B. Fabbri” e la sgradevole sensazione che si possa partire un’altra volta in ritardo sta prendendo piede.

Per porre fine a tutto, però, potrebbe arrivare già questa settimana l’annuncio del closing (o qualcosa di molto simile, vista la variabile di categoria), con il presidente Maréngo in Itala da giorni per chiudere, e le chiare indicazioni della nuova proprietà, a questo punto quanto mai auspicabili.


 

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