Il 9 luglio nel destino di Ferrara: giovedì vendita Ars e asta Spal
Data iconica e fatidica per le sorti del calcio cittadino e la sua storia. A Roma si formalizza il passaggio fra argentini e il patron maltese
Ferrara Una data iconica, indimenticata e indimenticabile, quando il cielo sopra Berlino si tinse d’azzurro. Era il 9 luglio di vent’anni fa, l’Italia batteva 5-3 ai rigori la Francia e per la quarta volta nella sua storia diventava campione del mondo di calcio. Anniversario alle porte, dunque, proprio giovedì prossimo: all’ombra del Catello estense si spera possa portare bene. Sì, perché quello stesso giorno, a quattrocento chilometri di distanza, due eventi epocali attendo il calcio cittadino, la sua storia, il club di vertice che rappresenta la città.
Sarà a Roma, in uno studio notarile specializzato in questo genere di pratiche, che si concluderà il passaggio dell’Ars et Labor Ferrara S.S.D. a R.L. dall’attuale proprietà argentina, ossia Juan Martin Molinari e Andrés Marengo, e quella subentrante maltese di Joseph Portelli. Contemporaneamente a Ferrara, precisamente in via del Lavoro 22, all’Istituto Vendite srl, andrà all’asta un lotto che comprende, fra l’altro, il marchio Spal con loghi e simboli.
Sul primo fronte non c’è nulla da attendersi, la questione è ormai soltanto formale e riguarda due parti private. Bisognerà attendere almeno la settimana seguente per il “debutto” ferrarese di Portelli e del Ceo indicato dallo stesso patron per assumere il vertice operativo societario: al riguardo, le voci indicano per l’incarico Marcel Bonnici, già suo braccio destro all’Hamrun Spartans, la squadra maltese che il magnate del mattone già possiede sull’isola sud europea. Da lì in poi, tante le domande a cui rispondere, tanti gli adempimenti e le scelte che attendono il nuovo corso. Se ne riparlerà.
Ben più stringente, delicato e con un alone d’incognita, invece, l’appuntamento ferrarese. “Toglietemi tutto, ma non il mio Breil”, diceva la pubblicità della nota marca di orologi. A Ferrara potremmo parafrasare senza tema di smentita “Toccatemi tutto, ma non la mia Spal”, tanto è forte il legame, il senso d’appartenenza e identitario fra il tifoso, dal più caldo al più distaccato e ben oltre i confini comunali, e quella realtà calcistica sparita con la parabola americana di Joe Tacopina (o forse, letto a posteriori, nel momento stesso del suo avvento). Per carità, non sono attesi colpi di scena, vista la portata delle cifre di cui parliamo, ma qualcuno ha pensato bene di mettere in giro la voce che non sarebbe il solo Comune a essere interessato ad acquisire il lotto.
L’unica idea con un minimo di fondamento portava allo stesso Portelli, visto che sta acquisendo la società e ha le possibilità economiche per contrastare l’offerta municipale, che ammonta a 359mila euro: l’opportuna verifica ha escluso l’intenzione del nuovo patron. Allora le domande sono due. Chi, a Ferrara, può essere interessato a compiere un investimento del genere, senza essere invece intervenuto un anno fa per prendersi la società? Chi, invece, da fuori Ferrara può arrivare a prendersi un marchio che ha valore immenso qui, ma non altrove? Per Farne cose? Risposte logiche, francamente, non se ne vedono.
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