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Da Ferrara all’Arabia per “giocare” contro Cristiano Ronaldo

Tommaso Schwoch
Da Ferrara all’Arabia per “giocare” contro Cristiano Ronaldo

Cardi lavora per l’Abha, promossa nella serie A saudita: «Qui dopo sei mesi di stage al Real Madrid»

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Ferrara Tra qualche mese, un ragazzo di Ferrara se la vedrà contro Cristiano Ronaldo. La figura in questione è Alessandro Cardi (classe 1998), il quale da un anno lavora per l’Abha, squadra che quest’anno ha conquistato la Saudi First Division League (l’equivalente della nostra serie B) e il prossimo anno disputerà la Saudi Pro League, nella quale ci sono giocatori di rilievo internazionale, come appunto l’asso portoghese. Traguardo importantissimo e raggiunto dall’altra parte del mondo, chissà che questo non apra le porte a qualche squadra europea. Per ora Alessandro si gode il trofeo appena conquistato, raccontandoci quello che è stato il suo percorso e le prospettive future.

Che tipo di percorso hai perseguito per trovare una squadra proprio in Arabia Saudita? «Dopo le superiori al liceo scientifico Roiti ho iniziato la vita universitaria, frequentando la facoltà di dietistica a Ferrara. Successivamente, ho svolto sei mesi di stage al Real Madrid e poi ho concluso il percorso di studi con un master a Pavia, sempre nell’ambito della dietistica».

Addirittura Los Blancos… «Sì e il periodo a Madrid è stato fondamentale: stai a contatto con i migliori professionisti e le migliori attrezzature del mondo. Proprio grazie a uno dei preparatori, sono riuscito a mettermi in contatto con l’Abha, società nella quale lavoro attualmente».

Com’è lavorare così lontano da casa e in una realtà così diversa dalla nostra? «È un contesto molto lontano dal nostro, questo perché le mentalità sono differenti. C’è un po’ più di frenesia, c’è grande attenzione per la religione e la spiritualità. Ho dovuto lavorare soprattutto sulla lingua, perché nel mio lavoro comunicare e farsi capire nel modo corretto è molto importante. Rispetto ai lavori che ho svolto in passato, mi sembra che i professionisti siano molto esigenti, anche più che in Italia. Non solo per quel che riguarda il calcio (Alessandro segue atleti di diverse discipline, come ad esempio il pugilato e il futsal, ndr), ma lo sport in generale».

Hai avuto modo di conoscere figure sportive importanti nella tua esperienza araba? «Sì, oltre al lavoro che svolgo per la squadra, seguo alcuni giocatori personalmente. Quello che potrebbe essere conosciuto ai più, attualmente, è Jurien Gaari, che sta giocando i Mondiali di calcio con la sua Nazionale, il Curacao. Oltre a lui, monitoro anche il lavoro di Sylla Sow, sempre un tesserato dell’Abha, ma seguito personalmente da me anche fuori dal campo. In più, collaboro con un giocatore della Saudi Pro League, Meshal Al-Mutairi, professionista che milita nell’Al Ahli, squadra che si è imposta nella Champions League araba solo pochi mesi fa e dove giocano calciatori come Mahrez, Kessie e Mendy».

Ti piacerebbe riavvicinarti a casa? Magari in un futuro potresti lavorare per la squadra di Ferrara... «L’Italia è il mio Paese, mi piacerebbe molto riuscire a trovare una squadra lì. In questo modo, riuscirei a stare più vicino alla mia famiglia e ai miei amici. Non vivo in Arabia, ma spesso devo viaggiare per seguire il percorso della squadra, trattenendomi lì per qualche giorno. Non so se riuscirò a trovare una squadra in Italia, ma spero di sì».

Nel prossimo campionato la tua squadra giocherà contro Cristiano Ronaldo, difficile non essere emozionati. «È colui che mi ha spinto a entrare nel mondo del calcio, per me è un ciclo che si chiude. Più che per la carriera, è una cosa estremamente importante per la mia vita personale. È il mio calciatore preferito, oltre che un professionista incredibile. È stato uno dei primi, se non il primo, a inserire in modo importante il discorso sulla nutrizione nel mondo del calcio, oltre che della cura di sé in generale. Non vedo l’ora che arrivi quel giorno». 

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