Spal, Parlato costruisce la squadra e i maltesi incontrano Colombarini
Al momento Antenucci in stand-by. Il club continuerà a chiamarsi Ars et Labor ma userà anche il nome storico
Ferrara Parlato sì, Mattioli e Antenucci chissà. La prima full immersion di Marcel Bonnici nel mondo dell’Ars et Labor ha decretato i primi risultati ma anche tenuto aperto varie questioni che il manager dovrà sottoporre al proprietario del club, Joseph Portelli.
In settimana si prenderanno le decisioni del caso soprattutto sul fronte sportivo ma al momento la sensazione è che sarà mister Parlato ad avere in mano la regia del mercato. È lui che nel lungo confronto di lunedì 13 luglio ha indicato i giocatori per tentare di vincere ed è stato evidentemente ascoltato. Ieri, martedì 14 luglio, invece, non vi è stato alcun incontro con Mirco Antenucci, che in tanti attendevano. E quantomeno appare strano che un allenatore venga confermato e incaricato senza coinvolgere il potenziale direttore sportivo. Sempre a patto che la proprietà maltese pensi ad incaricare un diesse perché non sarebbe sconvolgente andare invece verso un allenatore-manager in stile inglese. A quel punto per Antenucci si potrebbe aprire una strada di coordinatore nel settore giovanile, ma siamo nel campo delle ipotesi.
È invece ormai certo che la preparazione non partirà lunedì 20 in via Copparo ma potrebbe slittare di qualche giorno in avanti visto che Portelli e Bonnici sono attesi a Ferrara a metà della prossima settimana. Ma anche sul fronte temporale si rimane in attesa di indicazioni come faranno i pochi giocatori contrattualizzati (Dall’Ara e Mazza).
Tornando alle vicende societarie va annotato come Bonnici abbia avuto diverse interlocuzioni con il mondo spallino. C’è stato anche un punto di conoscenza con i rappresentanti dei tifosi a cui il dirigente ha voluto trasmettere alcune certezze sul modo di lavorare e soprattutto sulle ambizioni che si andranno a perseguire. Con l’amministrazione si è parlato di stadio, c’è stata una interlocuzione con alcuni fornitori importanti sulla quotidianità e una chiacchierata sul fronte settore giovanile.
Si diceva poi di Walter Mattioli. A Malta si sta valutando se dargli un ruolo di legame tra campo e proprietà ma per quanto le garanzie raccolte siano molto positive, resta un non banale nodo che riguarda la famiglia Colombarini. I rapporti tra i protagonisti della grande Spal, infatti, sono piuttosto freddi e il timore in via Copparo è che una mossa troppo decisa su Mattioli possa scontentare Colombarini e il gruppo di sponsor che l’imprenditore ha sempre veicolato sulla squadra. Servirà grande capacità politica ed equilibrismo per superare una fase molto delicata.
C’è l’ultimo tema all’ordine del giorno: il nome della società. In federazione non è stata depositata alcuna richiesta di cambio di denominazione e quindi il club continuerà a chiamarsi federalmente Ars et Labor anche per il 2026-27. Il Comune e la proprietà maltese hanno però una sorta di accordo tra gentiluomini che prevede l’utilizzo del marchio Spal sulle maglie e in tutte le occasioni in cui lo si riterrà opportuno. Di fatto viene prestato l’ovetto come gesto di fiducia e apertura di credito a Portelli & Co. per poi procedere a trasferire il logo all’interno della Fondazione Spal, ma se ne parlerà in autunno dopo vari approfondimenti legali.
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