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Spal, la “vecchia” rosa si rinfoltisce e Parlato apre la rubrica: chi può rimanere o arrivare

Tommaso Schwoch
Spal, la “vecchia” rosa si rinfoltisce e Parlato apre la rubrica: chi può rimanere o arrivare

Tra gli innesti papabili e già allenati dal mister c’è anche un attaccante che ha debutto tra i professionisti con la maglia biancazzurra nell’ormai lontano 2015

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Ferrara Tra i diversi punti di domanda che accompagnano i primi passi maltesi, nuovi acquisti, conferme in rosa e l’avvicinamento al 22 luglio, data del ritrovo al centro sportivo per iniziare la preparazione, vi è una certezza che a sua volta scatena altrettante perplessità – o forse non dovrebbe.

Il ruolo

Carmine Parlato sarà sia l’allenatore che il direttore sportivo dell’Ars et Labor. Quello che oltre la Manica è comune definire “manager”, ma che proprio nella stessa Inghilterra è sempre meno in voga, o almeno rappresenta una pratica meno utilizzata rispetto al periodo di Ferguson o Wenger. In Italia, per quel che riguarda il calcio professionistico, questa figura è sempre stata molto rara e poco utilizzata, quindi non sorprende che alcuni tifosi abbiano potuto storcere il naso una volta emersa a galla questa decisione. In realtà, nel dilettantismo italiano lo sdoppiamento panchina-scrivania non è così raro come sembra, come confermato da alcuni addetti ai lavori.

I collaboratori

Parlato ha già dimostrato di poter essere l’uomo giusto per la panchina, tuttavia dover gestire le ulteriori problematiche extra-campo sarà un fattore da considerare durante la stagione. Non è quindi un caso che da giorni si parli di uomini di fiducia di Portelli pronti ad entrare nell’orbita della squadra o della sfilza di consulenti (maltesi e italiani) passata da via Copparo durante la permanenza di Bonnici. Senza dubbio qualcuno è destinato ad entrare in dirigenza, per affiancare il nuovo ceo e lo staff di ferraresi risaliti i sulla barca biancazzurra.

Mercato e l’ovetto sulla maglia

Parrebbe invece meno fumoso il fronte del mercato. Tra gli innesti c’è chi è già virtualmente a Ferrara e aspetta solo di farsi fotografare di biancazzurro vestito – e sulla maglia con grande probabilità tornerà l’ovetto della Spal, anche se la società continuerà a chiamarsi Ars et Labor dal momento che non è stata presentata la richiesta per il cambio di denominazione. È pronto ad entrare in squadra il terzino ex Sasso Marconi Pierluigi Montanaro, così come l’esterno Simone Fabretti, l’anno scorso al Mezzolara. Senza dimenticare Federico Allegrucci, attaccante dal Rovigo. Intanto Parlato continua le trattative per assicurarsi un bomber di razza (non sarà Matteo Menghi, confermato dal Legnago in serie D dopo le 13 reti in 16 presenze) e per rinfoltire la rosa.

Chi può arrivare o rimanere

Guarda la rubrica e non sarebbe strano che all’Ars arrivasse proprio chi ha già lavorato con il mister in passato. Papabile in tal senso è Matteo Buratto, centrocampista di 32 anni che Parlato ha addirittura lanciato giovanissimo nel Pordenone, dove insieme vinsero la serie D, per poi ritrovarsi a Treviso. In quella rosa, in Veneto, c’era anche Bryan Gioè, punta centrale che non ha rinnovato col Prato – e si sa quanto l’Ars abbia bisogno di un riferimento davanti. Insieme a loro giocava Francesco Posocco, che a Ferrara non è nuovo. Si dia il caso che l’attaccante abbia debuttato in serie C proprio con la maglia della Spal: correva il 26 settembre 2015, contro il Pontedera. O chissà, qualche innesto direttamente da Malta. Poi ci sono le vecchie conoscenze. Dei certi Mazza, Dall’Ara, Giacomel s’è già detto, così come dei possibili Mazzali, Senigagliesi, Cozzari. E ora anche Casella, Iglio e Mambelli potrebbero rientrare.  

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