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Spal, Portelli: «Tra sei anni in Serie A»

Tommaso Schwoch
Spal, Portelli: «Tra sei anni in Serie A»

La promessa del nuovo proprietario del club biancazzurro, poi la stoccata: «Con gli argentini abbiamo perso due mesi, ripescaggio fumo negli occhi»

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Ferrara «Veniamo qui con passione, con la volontà di fare qualcosa di grande. Per farlo, bisogna vincere. Nel calcio, per essere al top non c’è altro modo. Gli obiettivi sono chiari: se vado in un posto, ci vado per vincere, non per stare a galla. Il nostro è pensato per essere un percorso di 6 anni: dall’Eccellenza alla Serie A»
 

Beh, sicuramente non mancano l’ambizione e il coraggio al nuovo presidente dell’Ars et Labor, Joseph Portelli ha messo subito in chiaro, e senza troppi giri di parole, gli obiettivi e le tempistiche prefissati, ora che è al timone della squadra biancazzurra. Addirittura, ci sono già dei ragionamenti su cosa accadrà se avvenisse davvero il ritorno nel massimo campionato italiano: «Una volta in Serie A, io non sarò più utile alla causa, avrete bisogno di qualcuno che avrà una disponibilità economica più ampia della mia».
 

Partenza a mille per l’imprenditore maltese, in una sala stampa dello stadio “Paolo Mazza” gremita on solo di addetti ai media e con la giornalista di Sky Sport e ferrarese doc Federica Lodi a tenere le redini di un debutto esplosivo. Proprio su sollecitazione della conduttrice della trasmissione sulla Premier League (e tanto altro, com’è stato ricordato introducendola, fra campionati del mondo e Olimpiadi), prima di queste senz’altro coraggiose dichiarazioni, il presidente ha presentato sé stesso e il suo braccio destro Marcel Bonnici alla città.
 

Le origini

«Ero il presidente della squadra della mia città – ha svelato Portelli – e Marcel della sua. Siamo diventati amici, e avevamo l’intenzione di prendere un club più grande: l’Hamrun Spartans. In 6 anni abbiamo vinto quattro scudetti e siamo entrati anche nella Conference League, cosa mai era accaduto in 125 anni di storia del club. A Malta avevamo notato che la struttura su cui le società si basavano da anni non funzionava più. Abbiamo deciso di cambiare qualcosa – continua il presidente – e con fierezza possiamo dire che il nostro modello è stato adottato da tutte le altre squadre maltesi».

«Conosco il presidente da più di trent’anni ormai – esordisce Bonnici –. Siamo sempre dalla parte della verità, siamo persone trasparenti e per avere i successi che abbiamo avuto abbiamo lavorato tanto. Sempre con umiltà e rispetto. Non conosco una persona che ami il calcio e i tifosi come il presidente: per lui, loro sono la base di questo sport».

Argentini

«Sappiamo che, se non riusciremo a far fare il salto di categoria al primo anno, non ha senso per noi rimanere qua. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo che volevamo per costruire la squadra, abbiamo perso quasi due mesi con gli argentini per comprare il club».Il passaggio di proprietà non sembra essere filato liscio come l’olio, anzi, e Portelli svela i retroscena: «Inizialmente, 7-8 mesi fa, loro non volevano vendere, quindi avevamo iniziato a studiare altre squadre. Successivamente abbiamo saputo che il club era in vendita, ma gli argentini non sono stati molto buoni con noi. Mi aspettavo più rispetto: loro hanno pagato zero per la vostra squadra, io 2 milioni».
 

Anche il tema ripescaggio è stato toccato. Argomento, secondo la nuova proprietà, usato come fumo negli occhi della tifoseria da parte dei loro predecessori: «Hanno speso 135mila euro per la questione ripescaggio, anche se era impossibile. Noi non siamo così. Se c’è anche solo un 5% di chance, ok, ci proviamo, ma se le chance sono lo 0% non ha senso».
 

Sulla questione è intervenuto anche il Ceo: «Questo esempio ci definisce perfettamente. Noi non siamo qui per fare le cose popolari o facili. Siamo qua per decidere, sempre guidati dalla realtà delle cose. Non avremmo mai aperto l’argomento ripescaggio solo per mandare un messaggio alla piazza, perché, se non ci sono possibilità, non ha senso farlo. Ci hanno fatto soffrire per niente: loro hanno fatto un profitto di almeno 1 milione di euro da questa operazione, beati loro, ma almeno non date problemi a noi. C’era confusione: l’argentino che deteneva l’80/90% voleva vendere, ma gli altri non avevano interesse».

Giocatori

Chiaro che adesso si guarda avanti e che la piazza è interessata più a quel che sarà, che non a quello che è stato. Il focus, quindi, si è spostato sulla squadra in costruzione. «I giocatori ingaggiati sono tutti atleti di un livello più alto rispetto alla categoria, soltanto uno viene dall’Eccellenza, nonostante le poche settimane avute a disposizione. Oggi non facciamo nomi, ma stiamo aspettando altri due calciatori che potrebbero arrivare nelle prossime 48 ore. Lavoreremo in silenzio – aggiunge Bonnici –, abbiamo fiducia nelle nostre competenze, nei nostri mezzi e nei nostri consulenti tecnici».

Continua poi il presidente: «Se a dicembre vedremo che la squadra avrà bisogno di supporto, abbiamo lasciato di proposito due posti liberi per gli extracomunitari».

Ci saranno dunque dei rapporti tra l’Ars et Labor e la squadra di Malta, dalla quale si potrebbe prelevare qualche pedina a stagione in corso in caso di necessità. Sinergia che potrebbe rafforzarsi soprattutto quando la Spal riuscirà a tornare nell’ambito professionistico: «A Malta il livello equivale a una bassa serie C – afferma Portelli –. Quanto costa creare una squadra per vincere l’Eccellenza è un’informazione superflua. A Malta, mentre gli altri spendevano meno di un milione, noi ne spendevamo due milioni o poco più. Voglio combattere per raggiungere certi obiettivi, ma devono essere i risultati a parlare».

Per fare risultati servono i giocatori: «Quest’anno faremo qualcosa di bello. La squadra sarà presentata in Darsena il prossimo 21 agosto. Faremo un po’ di festa, spero vengano i tifosi, perché siamo qua per loro», annuncia il patron.

«Nel calcio – riprende parola Bonnici – non c’è relazione tra età media della squadra (a oggi 25,7 per i biancazzurri) e il successo. C’è chi vince con una squadra esperta e chi meno, non c’è la formula giusta. Il fatto di giocare alla Spal dà orgoglio, ma anche pressione. La gestione di quest’ultima dipende dal profilo della persona che si ha davanti. Noi, nei giocatori, stiamo cercando la fame. Vogliamo giocatori che hanno la fame e l’orgoglio di giocare per questa squadra. Se un giocatore viene qua e come prima cosa parla di soldi, partiamo male».

Tifosi e abbonamenti

«Il tifo è uno degli elementi più importanti per me. Non sono interessato al “negozio del calcio”, sono venuto qua per vedere la gente felice quando vinciamo o quando semplicemente si segna un gol. Mi piace seguire le partite dalla panchina, in modo da poter vedere bene i tifosi dal campo. Ho incontrato un po’ di supporter, gli ho detto che senza di loro non sarei qua. I tifosi mi hanno detto che sembro una brava persona, ma una brava persona non è abbastanza. Sono qui non per i media, ma per poter veicolare il mio messaggio all’esterno: se un giorno i tifosi saranno stanchi di noi, ci faremo da parte. Senza tifosi, siamo fuori».

Poi, la conferma e la spiegazione della separazione dallo Slo: «Non ci sarà più una persona che per tanti anni ha fatto bene in questo club (Luca Pozzoni, ndr): la sua carica la prenderemo io e il mio team. Voglio essere vicino ai tifosi, sono la cosa più importante».

Proprio con alcuni tifosi, il nuovo presidente ha parlato in anteprima dei prezzi degli abbonamenti, tenendo presente che le prime due partite saranno a porte chiuse: «Il prezzo del precedente abbonamento era di 138 euro, togliendo le due partite siamo sui 122 Euro. A quel punto ho detto che potevamo fare direttamente 100 euro: voglio la gente allo stadio, se no cosa ci facciamo qui. Ci saranno anche pacchetti per le famiglie, in modo da portare i bambini allo stadio. Io proverò a seguire gran parte delle partite, spero circa l’80%. Marcel starà molto spesso qui, in compagnia del nostro responsabile finanziario Eric Saliba».

Niente direttore sportivo

«La nostra filosofia – spiega Marcel Bonnici – prevede di rispettare il passato del club. Ho parlato con Antenucci online: è una persona competentissima, seria, intelligente e che rappresenta molto bene il club. Ci ho voluto parlare perché riflette il passato glorioso della squadra ed è lo stesso motivo per cui ho discusso anche con altri personaggi simili. Pensiamo, in Eccellenza, di poter fare a meno del direttore sportivo. Tuttavia, abbiamo consulenti tecnici che sono con noi da diversi anni e ci hanno dato risultati, per cui hanno la nostra fiducia».

Budget

Qualche segnale, tuttavia, non è stato percepito positivamente dalla piazza: la scelta di non usufruire di un direttore sportivo, il licenziamento di Pozzoni e, aspetto non da poco, la mancata conferma di Senigagliesi, il giocatore più forte della scorsa stagione: «Senigagliesi aveva un contratto già alto – incalza Portelli –, e mi sono ritrovato in una situazione simile agli Spartans. Tutti i giocatori sono pagati, circa, sui 5mila euro netti al mese. Poi, ne abbiamo spesi 10mila per un giocatore e così abbiamo rotto la squadra e lo spogliatoio. Sappiamo che i tifosi sono rimasti feriti dalla decisione, ma sappiamo cosa vogliamo fare».

Visita in Comune

«Il vostro sindaco è superman. Gli piace il calcio, questo per me è molto importante. Io non sono uno da camicia, anche se in questo momento la indosso. Solitamente mi vesto come il vostro sindaco, una semplice t-shirt, siamo uomini normali.... È importante che il sindaco sia dalla nostra parte, sarebbe stato un problema se no».

Sostegno del territorio

In sala stampa era presente anche Simone Colombarini, figlio di Francesco, ora rimasti come sponsor tramite la Vetroresina, ma pur sempre la famiglia che la Spal l’ha portata in serie A. Quando l’ha individuato in platea, Portelli ha avuto un sobbalzo: «Sono figure importanti per il nostro club. Stiamo provando a raccogliere 500mila euro dagli sponsor locali, vediamo se ci riusciremo, ma vorrei provare a portare qualche sponsor da Malta puntando anche sul turismo. Sono l’unico proprietario maltese di una squadra di calcio italiana importante, quindi il mio territorio potrebbe cercare visibilità».

«Ogni ferrarese – continua Bonnici – deve sentire sua la squadra. Dobbiamo unirci per rappresentare al meglio questo club. La città merita tutto questo e anche di più».

Vivaio e femminile

Per quanto riguarda la gestione del settore giovanile e femminile, la questione è stata chiarita da Bonnici: «A capo del settore giovanile rimarrà Marco Aventi. Noi non siamo qui per cambiare a prescindere, ci basiamo sui risultati. Nella scorsa stagione, Marco ha portato risultati e lo stesso vale per il mister della prima squadra. Parlando del settore femminile, ieri ho incontrato Silvia Chiellini. Quando abbiamo fatto la due diligence, non ci è stata data nessuna referenza sulla squadra femminile, è stata una delle tante sorprese. Vogliamo fare le cose per bene: non c’era il tempo materiale per organizzare qualcosa di simile. Quindi, per quest’anno, si comincerà solo con il settore giovanile del femminile: dalla prossima stagione allestiremo anche la prima squadra. Inoltre, vorremmo costruire altri due campi, in modo da avere lo spazio adeguato. Accanto al settore giovanile, vorremmo allestire anche la scuola calcio, ma per farlo serve più spazio».

Finale di mattinata in allegria, con chiacchiere in libertà e taglio della torta a marchio Spal, aspettando di vederlo anche sulle maglie dei giocatori.  

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