Spal, così non va: pari e ritmi bassi nel deserto del “Mazza”
Costruzione lenta dei biancazzurri, poche giocate individuali e la lucidità cala. La Futura Fornovo Medesano non si fa sorprendere e strappa un punto
Ferrara Con o senza pubblico, l’esordio casalingo continua a creare dei problemi alla Spal in formato Eccellenza. Un anno fa la sconfitta contro la neopromossa Fratta Terme, oggi il pareggio 0-0 con la neopromossa (e ripescata) Futura Fornovo Medesano. Seppur i biancazzurri diano l’impressione di essere una spanna superiori agli avversari, ancora manca ritmo.
Difetti e rischio beffa
È più una passeggiata sul prato verde di corso Piave – con il termometro che proprio non vuole scendere sotto i 30 gradi, e anche questo diventa un fattore –; poche giocate buone per stanare i parmensi che alla fine restano compatti e soffrono un nonnulla. Costruzione lenta da parte dei padroni di casa, ma il problema è che questa volta non arriva neppure la mossa sporca che può essere utile a sbloccare il risultato. Magari qualche dribbling così da saltare l’uomo sull’esterno e mettere palla per le punte (due nel secondo tempo): no e finisce che i centravanti chiudono praticamente senza palloni calciati verso la porta. La Spal crea poco e subisce niente: quasi, perché nel finale di partita – tra una spintarella e l’altra per trovare il vantaggio – deve difendersi dal contropiede ospite. Mazzali recupera poi però non spazza, così l’esterno parmense torna in possesso, calcia a giro e fa tremare la traversa. Forse forse l’occasione più pericolosa della partita. Vero che alla squadra di mister Parlato servirà un mesetto per trovare la miglior forma, ma il rischio è di perdere punti e sappiamo quanto questi – anche pochi – possano contare alla fine della stagione.
“Mazza” versione post Covid
E pensare che sin dall’inizio si percepiva l’impressione che la Spal potesse sì accontentarsi di non alzare i ritmi del motore – complici anche caldo, non una perfetta condizione fisica e dinamiche di squadra ancora da affinare – ma che con un pizzico di astuzia e grinta potesse sfangarla. Mister Parlato ritrova Malossi e De Grazia: pronti via e schiera entrambi dal primo minuto. Le indicazioni arrivano forti e chiare, così come eventuali urlacci per falli subiti. Al “Mazza” sembra di essere tornati al post Covid, quando le restrizioni imponevano che si giocasse a porte chiuse: quella Spal militava in serie A (marzo 2020), anche se sarebbe stato l’ultimo anno tra le grandi. Questa volta invece lo stadio è deserto perché ci sono due turni senza pubblico da scontare, così come imposto dal giudice sportivo per le tensioni dell’ultima partita della scorsa stagione, quando agli estensi vennero annullati due gol per fuorigioco inesistente nella semifinale d’andata dei playoff nazionali.
La cronaca
Partita mediocre, da una parte e dall’altra, ma la Spal nel primo tempo flirta col gol. Già al 9’, con Valenti che raccoglie una rimessa laterale e, dentro l’area piccola, calcia al volo. Nulla che impensierisca il portiere, mentre succede il contrario al 13’ con Ricci: colpo di testa da distanza ravvicinata che Ghiretti neutralizza. Un quarto d’ora più tardi è sempre Ricci a inserirsi, ma il suo diagonale è bloccato a terra. Poi la miccia e Aliu si accende. Nel giro di tre minuti tenta la girata due volte: dentro e fuori l’area di rigore, spalle larghe per difendere la sfera ma le sue conclusioni non hanno fortuna. Nella ripresa la Spal si mette a due punte, i cross però non arrivano. Neppure l’ingresso di Monza e Foresta riesce a spaccare la partita. Anzi il brivido arriva dalla parte opposta con Sutera. Nel silenzio la Spal rientra nella pancia del “Mazza”, quantomeno risparmiandosi qualche fischio che sarebbe arrivato dopo questa prestazione e, soprattutto, dopo questo risultato.
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