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Dribbling e qualità per la Spal. De Grazia, l’esterno che ha giocato in serie C e a Malta, si racconta

Tommaso Schwoch
Dribbling e qualità per la Spal. De Grazia, l’esterno che ha giocato in serie C e a Malta, si racconta

Curriculum di spessore per Lorenzo De Grazia, che domenica ha esordito con la maglia biancazzurra: «Dobbiamo prenderci più responsabilità, io in primis. Ora miglioriamo insieme»

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Ferrara Più di 150 presenze in serie C (Teramo, Piacenza, Modena, Ravenna e Maceratese), a cui si aggiunge un anno e mezzo giocato nella massima lega maltese, con la maglia del Floriana. Lorenzo De Grazia è arrivato a Ferrara per essere uno dei trascinatori della squadra, il giocatore a cui dare la palla quando la partita è bloccata e serve quella giocata di qualità per rompere gli indugi. Durante il corso del pre-campionato e nell’ultimo scontro di domenica, lo abbiamo visto giocare un po’ ovunque: a destra, a sinistra e come trequartista (da giovane ha ricoperto anche il ruolo di mezzala). L’esordio – dopo aver saltato la partita contro il Castellana Fontana a causa di un fastidio muscolare – non è stato dei migliori, ma già dalla prossima domenica De Grazia è chiamato a far vedere a tutti le sue qualità.

L’intervista

Come si trova all’interno del nuovo gruppo? «Benissimo, sin dai primi giorni. È stato costruito un bel gruppo, il ritiro è servito anche e soprattutto a questo. Siamo stati 25 giorni insieme, si è creato un bel clima nello spogliatoio».

Può descriverci le sue caratteristiche da calciatore? «Da ragazzino giocavo principalmente da mezzala. Negli ultimi 5/6 anni ho sempre ricoperto il ruolo di trequartista o esterno d’attacco. Sono un brevilineo: mi piace l’uno contro uno e andare al tiro, rientrando sul mancino nel caso parta da destra. Da trequartista preferisco posizionarmi tra le linee e duettare con la prima punta, cercando di fare assist».

Tra esterno o trequartista, c’è una zona di campo che predilige? «Mi trovo bene in entrambe le posizioni. Da esterni si parte più larghi, ma è comunque possibile accentrarsi. Non ho una reale preferenza, gioco dove mi chiede il mister».

Ha avuto un’esperienza a Malta, era già entrato in contatto con questa proprietà? «Ho fatto una stagione e mezzo a Malta ma ai tempi non la conoscevo».

Com’è il livello del campionato maltese? La società, in caso di bisogno, ha comunicato che potrebbe attingere da lì. «Quello maltese è un torneo fisico, i giocatori sono molto strutturati. Le prime tre o quattro della classifica sono paragonabili a squadre di bassa serie C o alta serie D».

Lei è uno dei giocatori con più qualità all’interno della rosa: cosa è mancato domenica per sbloccare la partita? «Siamo stati poco brillanti. Nel primo tempo abbiamo creato occasioni importanti, col loro portiere che ha compiuto interventi importanti sul colpo di testa di Ricci e la conclusione di Aliu. Dobbiamo fare di più: bisogna cercare lo spunto individuale, senza essere troppo scolastici o prevedibili».

Cosa le sta chiedendo il mister in questa prima fase? «Soprattutto di stare largo, a ridosso della linea. Oltre a questo, di cercare l’uno contro uno negli ultimi venti o trenta metri e aiutare i compagni nella fase difensiva. Quando c’è necessità, devo andare tra le linee a supporto della prima punta».

Com’è l’umore all’interno dello spogliatoio in vista della sfida col Castellarano? «C’è voglia di ripartire e vincere la prossima partita».

Domenica è mancata un po’ di personalità nelle giocate. «Dobbiamo prenderci più responsabilità, io stesso dico che potevo fare meglio. Siamo una squadra nuova e serve il tempo per conoscerci meglio. Miglioreremo con l’allenamento e col lavoro». 

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