Molossi, professore al mattino e calciatore nel pomeriggio: «Un sogno essere alla Spal»
Il docente del liceo Carducci è l’unico ferrarese in rosa
Ferrara Alì Molossi rappresenta l’unico ferrarese - aggregati a parte - nella rosa della Spal 2026/2027. Con sé non porta solo l’orgoglio di poter giocare con la maglia biancazzurra, ma anche un importante bagaglio di esperienza racimolato in gran parte nell’Eccellenza emiliana con la ciliegina sulla torta della promozione in D con il Mezzolara. Nel pre-campionato non è sembrato tra i più lucidi e contro la Futura Fornovo Medesano è stato probabilmente quello che ha deluso di più, tant’è che mister Parlato lo ha sostituito. In ogni caso, si tratta di una di quelle figure su cui cade sempre l’occhio quando bisogna allestire una squadra per salire in Serie D, e tutta Ferrara non aspetta altro che vedere quel giocatore di cui tutti conoscono le doti. Anche perché, al lunedì mattina, i suoi alunni non avranno remore nel giudicarlo.
Per un ferrarese come lei, cosa significa indossare i colori biancazzurri?
«Significa tanto: l’ho sognato da bambino e ci sono riuscito. È un onore essere qui, spero di riuscire a dare il mio contributo alla causa, questa categoria la calco da praticamente tutta la mia carriera».
Può descrivere, a chi ancora non la conosce, le sue caratteristiche da calciatore?
«Un po’ difficile descrivere me stesso, preferisco far parlare gli altri. Sono stato preso perché si ritiene che possa dare una mano, e ogni partita o allenamento cerco di dare il massimo. Ho una buona struttura fisica e capacità di corsa. Come qualità, direi nella media, non esageriamo».
L’anno scorso ha vinto il campionato con il Mezzolara: qual è stata la caratteristica principale che vi ha permesso di trionfare?
«Vincere il campionato è stato difficile. La caratteristica più importante è stata proprio l’essere una squadra vera. Non ci siamo disuniti nei momenti di difficili, che comunque ci sono stati».
Che impressione dava la Spal 2025/2026 da avversaria?
«Affrontare la Spal da avversario è stato emozionante, specialmente al ritorno, un’esperienza che non dimenticherò. Quest’anno mi auguro ci siano molte esperienze simili».
Come ha vissuto la rivalità tra le due squadre, soprattutto gli episodi goliardici di fine campionato.
«Non l’ho vissuta molto questa vicenda. Gli sfottò, da una parte e dall’altra, fanno parte del gioco. Tuttavia, non fanno parte della mia persona, né in campo né fuori. Diciamo che sono dinamiche che non mi appartengono».
Non è ancora parso al 100% della condizione: squadra nuova, preparazione, nascita della figlia..
«Sono felicissimo per il nuovo arrivo in famiglia e per il sostegno di tutto il mondo spallino. Nonostante l’allenatore sia il medesimo, la squadra è cambiata tanto. Ci può stare che ci sia un inizio un po’ a rilento a causa dei carichi di lavoro, alcuni di noi non sono mai stati abituati a gestire un ritiro così. Dobbiamo ancora conoscerci al meglio, nonostante ciò siamo fiduciosi e lavoriamo ogni giorno al massimo. In questi giorni abbiamo riguardato e parlato tanto della partita. Noi stessi ci aspettavamo di vincere ed essere più straripanti e pericolosi. Non bisogna trovare alibi, ma c’è stata una crescita rispetto alla prima di campionato. Dobbiamo trovarci coi tempi e gli spazi. Anche l’anno scorso, volendo fare un paragone, all’inizio c’è stato bisogno di un po’ di tempo per trovare il ritmo giusto. Sono convinto che arriveremo ad esprimere sul campo ciò che tutti si aspettano».
In tutto questo, continuerà nel suo lavoro da insegnante?
«Da 5 anni sono un insegnante di scienze motorie al Liceo Carducci: il percorso universitario mi ha portato qui. L’anno scorso, con i miei alunni, abbiamo passato un anno divertente, al di là dell’epilogo. Al lunedì ci si trovava a ricreazione e si parlava anche di questo. Erano contenti di avere un insegnante che potessero vedere anche allo stadio, nonostante fosse un avversario. La scuola inizia tra poco, vedremo cosa cambierà rispetto a qualche mese fa».
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