Caniato supera anche il pronostico: conquistato a Biella il trofeo Challenger
Il 20enne ferrarese batte in due set lo spagnolo Alejandro Moro Canas. Decisivo il servizio
Biella Splendido successo di Carlo Alberto Caniato, che ieri mattina (domenica 20 settembre) è andato a vincere il suo primo trofeo Challenger sulla terra rossa di Biella. Il ventenne ferrarese, entrato nel tabellone del “Biella Collezioni”, torneo dotato di un montepremi di 56.700 euro, con una wild card, è arrivato fino alla finale, dove affrontava lo spagnolo Alejandro Moro Canas, quinta testa di serie.
Di fronte, quindi, l’estense nº 534 della classifica Atp, contro l’iberico più in alto nel ranking mondiale di quasi trecento posizioni, al nº 240 per l’esattezza. Il bello dei match e specialmente delle finali è proprio questo: le distanze si possono sensibilmente accorciare, per mille fattori che vanno dal fisico al psicologico, passando per tattica e tecnica.
Caniato ha dimostrato di avere la testa giusta e lo slancio agonistico migliore per portare a casa la prima finale Challenger disputata in carriera. Non è stata certo una passeggiata, specialmente nel set d’apertura, ma alla fine ne sono bastati due per il trionfo: 7/6 (7-1) e 6-4 il punteggio a fine match sul tabellone, dopo oltre un’ora e tre quarti di partita vera su ogni palla, a ogni game.
La vittoria in due set
La finale piemontese inizia con Caniato che al servizio non teme confronti, ma anche l’avversario madrileno non concede break: Carlo Alberto lascia appena quattro punti all’avversario, che a sua volta concede solo un “quindici” di più. Il naturale epilogo è così il tie break e qui il 25enne spagnolo è letteralmente dominato dall’estense: 7-1, con Caniato che porta a casa gli ultimi 6 punti uno in fila all’altro.
Rinfrancato dallo strepitoso finale di primo set, Caniato vuole chiuderla, Moro Canas per contro riaprirla, ma si fa brekkare proprio al primo game, che sarà poi decisivo. Anche nel settimo game lo spagnolo ha rischiato, evitando in extremis che i break raddoppiassero, e nel decimo ha provato in ogni modo a pareggiare i conti e riaprire il confronto: Caniato, dopo aver annullato la bellezza di quattro palle break, le uniche concesse nell’arco dell’intero incontro, ha chiuso game, set e partita al secondo match point.
Le statistiche e il percorso di Carlo Alberto
Importanti le statistiche del socio onorario del Tennis Club Marfisa, particolarmente efficace al servizio: 8 ace e nemmeno un doppio fallo, con il 74% di prime palle a segno e che hanno fruttato l’83% dei punti, massimizzando comunque anche il restante 26% di seconde palle con l’81% di punti vinti. Perfetto, poi, sulle palle break: come accennato, ha salvato tutte e quattro quelle concesse, per contro ne ha trasformata una delle due che si è procurato, quella che alla fine ha deciso la vittoria anche nel secondo set e, quindi, del match.
Il percorso di Caniato per arrivare in finale è stato a tratti netto, ad altri faticoso: martedì nei sedicesimi si è imposto sul 25enne palermitano Giuseppe La Vela per 6/4, 6/3; giovedì negli ottavi sul ventenne spagnolo Izan Almazan ancora per 6/4, 6/3; venerdì nei quarti l’ostacolo più difficile, il 21enne svizzero Mika Brunold, regolato in tre set 6/0, 3/6, 6/4; sabato in semifinale il 23enne argentino Alex Barrena per 6/3, 6/2.
Tutta la felicità del tennista
Catturiamo telefonicamente “Litos” mentre è in viaggio in auto, ma non per tornare a casa...: «Si è chiusa una bella settimana – attacca raggiante Carlo Alberto –, è stata la mia prima semifinale e poi la prima finale in un Challenger, una settimana di prime volte. Ero arrivato nei quarti a Cervia, ora ho vinto la mia prima finale. Sono contento soprattutto di come ho affrontato tutto il torneo, poi in finale nulla è scontato, avevo davanti un avversario d’esperienza, che è stato anche 130 in classifica e ha vinto tante partite di buon livello. La classifica? Sì, sono punti che entrano, non ho visto ancora a quanto andrò, ma poco conta: ho giocato contro ottimi giocatori e mi sento di livello, l’ho sempre avuto quest’anno, poi ci sono settimane in cui va tutto male e altre come questa che vinci. Sono contento».
Il match che ha svoltato il torneo è stato quello con lo svizzero Brunol: «È stata la prima partita contro un giocatore di alto livello nel torneo, dalle prime due sono uscito bene contro buoni giocatori, ma lui veniva da un Challenger vinto e due match vinti a Biella. Io sono entrato in partita bene, lui secondo me non se l’aspettava e ho approfittato di qualche suo errore di troppo. Nel secondo set ho preso break a metà e non l’ho più recuperato, nel terzo ero sotto 4-3 con break, ma poi ho vinto tre game di fila, acquistando via via consapevolezza».
Uno slancio da trasformare in onda lunga e la prossima meta di Caniato in questo senso è propizia: «Sto andando a Genova, al Park, c’è un Challenger anche lì, inizio martedì. L’annata? Prima di Biella la stagione non è stata bellissima, ma questo è uno dei primi anni che gioco a livello Challenger, quindi devo prendere le cose positive».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
