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Trieste, i velisti ferraresi alla Barcolana: cinque ragazzi e gli skipper in mare

Stefania Andreotti
Trieste, i velisti ferraresi alla Barcolana: cinque ragazzi e gli skipper in mare

Il traguardo dei giovani con disabilità nella più grande regata al mondo a bordo di Gea

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Trieste Per Bartek, Nicola, Silvia, Alberto e Federico è stata la prima Barcolana. Ci sono arrivati con gli occhi carichi di emozione e aspettative, ne sono usciti stanchi, ma con il ricordo indelebile di aver partecipato accanto ai professionisti della più grande regata del mondo. «Arriviamo primi, siamo carichi», avevano annunciato alla partenza. La classifica ha poi deciso diversamente, ma la loro vittoria morale è piena ed entusiasmante. Sono stati in gara fino alla fine, al fianco dei più grandi della vela.

Si sono preparati per mesi nelle acque ferraresi per poter essere ieri, domenica 11 ottobre, a Trieste alla storica regata velica. Ad allenarli gli skipper del Circolo Nautico Volano: Matteo Mingozzi l’ideatore, assieme al presidente Stefano Totti e alla direttrice Alice Rinaldi. La barca in competizione è Gea, un’Oceanis 311 donata da un benefattore che ha chiesto di impiegarla per attività di inclusione sociale e tutela ambientale, come il monitoraggio di acque, cetacei e tartarughe con Fondazione Cetacea.

I cinque partecipanti animati da una grande passione per il mare sono persone con diverse disabilità cognitive, sindrome di Down e autismo, che vivono a Codigoro, Goro, Mesola e Comacchio. «Pratichiamo velaterapia da oltre vent’anni in collaborazione con associazionismo e Neuropsichiatria di Cona – ha raccontato Totti alla Nuova – abbiamo visto crescere questi ragazzi, sono con noi da quando erano bambini e una volta maggiorenni le attività diurne prima gestite dai servizi sociosanitari, sono state prese in carico dalle famiglie, riunite nell’associazione “Più Felici”, che tra le altre varie iniziative, dalla cucina all’orto, hanno anche deciso di praticare la nostra attività sportiva». Nel gruppo tecnico anche Francesco Frascati, Fausto Gianella, padre dei ragazzi e consigliere regionale, e Linda Orcini. «Per noi la cosa importante è essere un equipaggio alla pari. Nelle uscite settimanali che abbiamo fatto i ragazzi hanno imparato manovre semplici ma fondamentali, come tenere il timone, leggere la bussola, mantenere la rotta, cazzare le vele con il winch. Tutte cose che hanno dato grande soddisfazione, sicurezza e fiducia in sé ai nostri marinai».

«Dopo anni di attività abbiamo deciso di fare un salto di qualità, dalle derive o dalle tavole da surf utilizzate in allenamento, siamo passati ad una barca vera e propria. Loro sono emozionati, ma anche noi genitori che li aspettiamo qui a terra» ha ammesso la presidente di Più Felici Silvia Dalpasso.

«È importante è gratificante per noi vedere i nostri ragazzi partecipare a un evento internazionale» aggiunge la vicepresidente Rosalba Convento.

«È un momento di inclusione a 360° che permette ai ragazzi di essere integrati a pieno titolo in questa sfida. Un grande orgoglio per noi essere riusciti a uscire dal nostro territorio e averlo rappresentato qui a Trieste». E mentre i cinque erano in mare, le altre famiglie, in tutto 19, si sono posizionate lungo tutto il litorale a fare il tifo.

Adesso si torna a casa con il cuore pieno e tante nuove sfide. Nel 2027 il Circolo con i ragazzi tenterà il salto all’agonismo con i campionati del mondo classe Hansa per imbarcazioni paralimpiche e inclusive sul Lago di Ginevra. E sempre in primavera inaugurerà un’attività velica per non-vedenti. Un’altra generosa sfida per questo gruppo di volontari dal grande cuore.

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