La Nuova Ferrara

coinvolgente spettacolo Nel chiostro di santo spirito

Cento anni fa quei due spari inizio della guerra

Cento anni fa quei due spari inizio della guerra

Mozzafiato è stato venerdì scorso lo spettacolo ambientato nel Chiostro di Santo Spirito, “Una mattina di giugno cent'anni fa. A Sarajevo i primi due spari”, che è stato organizzato dall'Istituto di...

29 giugno 2014
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Mozzafiato è stato venerdì scorso lo spettacolo ambientato nel Chiostro di Santo Spirito, “Una mattina di giugno cent'anni fa. A Sarajevo i primi due spari”, che è stato organizzato dall'Istituto di Storia Contemporanea e dall'Istituto Gramsci.

Il prato ha accolto il palco dove Magda Iazzetta e Fabio Mangolini hanno interpretato il dialogo con alle spalle musicisti e coro, ciascuno rigorosamente contraddistinto da un indumento che spiccava rosso nella sera.

Un impegno morale nei riguardi del nostro domani.

«Come comunicare il ricordo della Grande Guerra e dei suoi influssi permanenti sino a oggi in modo coinvolgente, ma anche non banale?». È stato il quesito che ha mosso l'autore, Piero Stefani, a fondere le letture a proiezioni - sia di immagini sia di un breve video - e all'ascolto di stacchi musicali.

La situazione cominciò a scivolare un secolo esatto fa: l'attentato del 28 giugno 1914 sul Ponte Latino costò la vita a Francesco Ferdinando e a sua moglie.

Dall'identikit dei sei terroristi sparsi sull'aspro percorso della carrozza imperiale, gli attori hanno toccato le possibili cause dell'imboscata, rimbalzando dalle rime del Giusti, alla prosa illuminata di Musil.

Toccante la marcia funebre di Mahler che ha coinvolto il folto pubblico dentro l'assedio degli anni Novanta, dentro il Diario della piccola Zlata, la quale sotto le bombe scriveva in cantina: «Signore, perché dobbiamo rovinare tutto ciò che abbiamo?».

E alla ricostruzione della volontà bosniaca si è associato da Ferrara l'abbraccio del vicesindaco Massimo Maisto che, venerdì mattina, si è recato a Sarajevo in veste ufficiale, a fronte del benefico gemellaggio tra le due città, a stringere la mano agli altri sindaci che hanno stipulato il patto di pace. (m.b.)