La Nuova Ferrara

Simoni per affascinare viaggia nelle meraviglie di Ferrara e Pomposa

di DAVIDE BONESI
Simoni per affascinare viaggia nelle meraviglie di Ferrara e Pomposa

L’autore comacchiese presenta L’Abbazia dei cento peccati «È più di un thriller e in questi luoghi è stata fatta la storia»

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di DAVIDE BONESI

S. i chiama “L’Abbazia dei cento peccati” ed è il ritorno (giusto oggi) in libreria dello scrittore comacchiese Marcello Simoni. Il vincitore del Premio Bancarella ha scritto un nuovo thriller, primo capitolo di una trilogia che viste le attese si preannuncia un successo editoriale.

«Intanto non parliamo di trilogia, bensì di saga - precisa Marcello -; un po’ volevo prendere le distanze dal personaggio di Ignazio da Toledo (protagonista della prima trilogia, ndr). Volevo cimentarmi in qualcosa di nuovo: valori diversi, contenuti storici e umani più alti, rispetto a quello che può dare una semplice trilogia thriller. Questo è un vero e proprio mistery, intreccio di destini di tre persone, ognuna caratterizzata da talenti, sogni e aspettative diverse e, soprattutto, sentimenti forti che nel tempo li faranno modificare il modo di interagire con la storia. Volevo in pratica mettere insieme una storia più importante dal punto di vista introspettivo, ecco perché ho dovuto creare nuovi personaggi».

«Tutto questo - continua - lo faccio per crescere, perché mi sono reso conto che il mio modo di scrivere cambia. Ogni volta che iniziavo un nuovo romanzo noto un modo diverso di approcciarmi alla storia e ai personaggi. Poi volevo dimostrare che non scrivo ‘semplici’ thriller. Mi sono reso conto che il mio approccio narrativo non è limitato solo a quello, sto intrecciando il thriller all’avventura. Naturalmente questo mi ha imposto di cercare nuovi sbocchi narrativi».

Cambia l’ambientazione, Ferrara e la sua provincia hanno un ruolo chiave...

«È una saga che si divide in tre romanzi e parleranno soprattutto di Pomposa e della città di Ferrara. Si parte in Francia ma ci si sposta subito nelle nostre zone. Questa saga è anche un pretesto per mettere in scena Ferrara, città che ho imparato ad amare in tutte le sue vie e borghi, poi l’Abbazia di Pomposa che ho così modo di approfondire ancor di più, in particolare la parte relativa agli affreschi, per i quali ancora oggi non si sa chi li dipinse nè cosa ci sta dietro alla simbologia dei dipinti dell’Apolicasse».

A che punto è la saga?

«A livello di progetto ho tutto: io di solito vado dal punto A al punto B, poi quello che succede in mezzo è suscettibile di modifiche. L’uscita prevista del secondo romanzo è maggio 2015. La storia parte dal 1346 per terminare nel 1351, ossia l’anno in cui venne eseguito l’affresco che oggi vediamo a Pomposa. In mezzo ci sarà la peste nera che decimerà la popolazione europea, compresa Ferrara, poi si scoprirà meglio come funzionò il marchesato di Obizzo d’Este».

Si parla tanto di GialloFerrara, rassegna della quale è il testimonial ufficiale.

«La prima presentazione ufficiale sarà proprio quella che farò a Giallo Ferrara, magari andrò prima dagli amici della Libreria Rizzati di Comacchio e probabilmente a Salsomaggiore. Ma essendo la presentazione a Ferrara di un romanzo ambientato nella nostra città cercherò di dare un taglio più adatto alla realtà locale».

Qual è il parere di Simoni su Giallo Ferrara?

«Era molto tempo che aspettavo un evento del genere a Ferrara, una città patrimonio dell’umanità, costruita a misura d’uomo e spero che con Giallo Ferrara diventi unacittà costruita a misura di delitto... È giusto fare un festival dedicato alla narrativa di genere: per troppo tempo è stata relegata solo a città-museo, invece si presta molto bene anche alla narrativa e credo che con gli anni la rassegna potrà caratterizzare Ferrara sotto questo aspetto, considerando il grande movimento di giovani con l’Università e la presenza di grandi librerie. Chissà che un domani, dopo la scuola di autori thriller a Bologna, non ci sia quella di giallisti a Ferrara».

Inevitabile parlare dell’Abbazia di Pomposa, luogo stupendo ma poco diffuso.

«Pochi la conoscono e solo quando la vedono capiscono di trovarsi davanti ad una cosa non comune. Con questo romanzo voglio far capire quanto è importante questa Abbazia, che già nell’anno 1000 era tra le più fiorenti in Europa. Lì vivevano qualcosa come 100 monaci, ha ospitato personaggi importanti, come Ottone III, è stata visitata da santi e ha visto nascere la scrittura neumatica, ovvero la nascita della notazione musicale con Guido d’Arezzo. Poi Pomposa ospitava una grande biblioteca, dispersa nella storia ma rimasta in alcuni volumi veramente incredibili. Infine, gli affreschi, non solo con scene del Vecchio e Nuovo Testamento, ma anche il ciclo dell’Apocalisse, talmente complesso che per trovarne di simili bisogna andare in Francia. Quindi, Pomposa non è solo un bel monumento o edificio, bensì una struttura importante della nostra storia. Spero che il mio romanzo serva a far capire che merita di essere maggiormente valorizzata: ma non bastano la saggistica o la narrativa, serve una presa di coscienza a livello regionale; questo è un tesoro inestimabile per il mondo intero. Pomposa si trova tra Ferrara e Comacchio ed è ai margini del Delta del Po, quindi una posizione perfetta anche a livello turistico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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