John Strada canta tutta la magia del rock
«Nel vento sarem cavalli selvaggi…», John Strada l'altra sera ha aperto il concerto con un brano mitico del passato. Una di quelle canzoni magiche perché lascia spazio alla libera interpretazione....
«Nel vento sarem cavalli selvaggi…», John Strada l'altra sera ha aperto il concerto con un brano mitico del passato. Una di quelle canzoni magiche perché lascia spazio alla libera interpretazione. "Cavalli selvaggi" questo il titolo del brano, risale a molti anni fa e, anche se questa era una tappa del tour promozionale di "Meticcio" (il nuovo album uscito poche settimane fa e acquistabile sia in cd sia in formato digitale), la scaletta era come al solito ben calibrata. John Strada insieme ai suoi Wild Innocents ha tenuto conto di ieri e di oggi e ha saputo soddisfare i gusti di tutti. La terza serata di Rocka Rolla, festival rock che rientrava nel cartellone Cento d'Estate e che si è concluso ieri sera con Joe Castellani e The adriatic devils (band tributo a Bruce Springsteen), ha riscosso un buon successo. In piazza della Rocca la gente ha risposto bene, c'era chi conosceva le canzoni a memoria e le cantava insieme a John. I fan della prima ora, quelli affezionati, seguono il rocker di Tiramolla da anni ormai e non si sono persi mai un suo brano. Con "Rido", una delle tre canzoni d'amore presenti nel nuovo disco, le schitarrate energiche lasciano spazio a una malinconia struggente: «Le canzoni d'amore che canto finiscono quasi tutte male e mia moglie - scherza John - si preoccupa sempre perché dice che se le scrivo pensando al nostro rapporto siamo messi male». In realtà il nostro sa catturare i momenti, o meglio, i “pezzi di vita” (come si intitolava il suo album uscito a inizio millennio). Non mancano i cavalli di battaglia e le classiche ballate. Energia, nostalgia, divertimento, riflessione si mescolano tra loro e da quelle ceneri nasce la magia del rock.
Samuele Govoni
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