GialloFerrara promuoverà il turismo culturale
dall’11 al 13 luglio porterà in città alcuni tra i più noti scrittori, sceneggiatori, fumettisti e disegnatori legati al genere letterario il cui nome si deve, appunto, ai gialli editi da Mondadori
FERRARA. Ormai non è più un mistero o un enigma in cerca di soluzione, piuttosto si tratta di una certezza che sta per venire alla luce del sole. Manca una settimana, né più né meno di sette giorni, per l’inizio di #GialloFerrara, la rassegna che dall’11 al 13 luglio porterà in città alcuni tra i più noti scrittori, sceneggiatori, fumettisti e disegnatori legati al genere letterario il cui nome si deve, appunto, ai gialli editi da Mondadori. C’è tanta emozione a sovrastare un filo di stanchezza, pure comprensibile, tra i ragazzi del Gruppo del Tasso, che sono impegnati in questi ultimi mesi a dare concretezza ad un’intuizione venuta in primo luogo a Fausto Natali, il responsabile delle attività culturali della Biblioteca Ariostea.
«Siamo partiti a gennaio - ricorda Riccardo Corazza, direttore artistico del festival assieme a Matteo Bianchi - e la cosa ci è letteralmente esplosa tra le mani. Può essere una buona idea puntare su un’iniziativa forte nel campo letterario per poter avere effetti sul turismo culturale. Avremo in città scrittori importanti, capaci di vendere centinaia di migliaia di copie, che di norma non sono abituati a venire a Ferrara: questo per noi è motivo di orgoglio».
Il cuore pulsante della manifestaziione sarà a Palazzo Paradiso e il direttore dell’Ariostea Enrico Spinelli vede di buon grado ciò che chiama «lo slancio di giovanile entusiasmo che ci mette in moto»». Tuttavia il festival si snoderà su un’altra coppia di luoghi, la libreria Feltrinelli di via Garibaldi e il chiostro di Santo Spirito, vero e proprio “covo” dello staff.
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I componenti si preparano d’ora in avanti a un «lavoro dietro le quinte: nessuno tra di noi modererà i dibattiti», sorride Bianchi il quale ricorda l’importanza fondamentale della costruzione, nel corso di queste ultime fasi, di «una rete trasversale con realtà non solo culturali ma anche economiche». Ecco infatti che è arrivato il sostegno anche finanziario del Comune (quattromila euro), lo sponsor principale Cassa di Risparmio di Cento, la collaborazione dei tecnici di Suono e Immagine e della casa editrice Meme Publishers di Marco Belli.
Un valido gioco di squadra anche sul piano del marketing che prende le forme di Diablo, la bici ufficiale del festival disegnata da Ciro Patricelli, e il colore vivace giallo (impossibile pensarne altri, in effetti) delle magliette che già si vedono in giro per Ferrara.
«Per noi è una grande opportunità ma non si tratta di un punto d’arrivo, proveremo ad andare oltre con altre iniziative: intanto cercheremo di dare di tutto e di più, sperando di corrispondere alle aspettative che ci sono», sostiene il presidente del Gruppo del Tasso, Alberto Amorelli. Guarda al tutto con grande curiosità e fiducia il vicesindaco nonché assessore alla cultura: «Speriamo di ripetere il festival anche il prossimo anno - si augura Massimo Maisto - visto che è importante dare continuità oltre i tre giorni di attività: valuteremo gli esiti, come facciamo per tutte le iniziative, e poi vedremo. Intanto sono contento della decisione di coinvolgere la nostra Biblioteca: può essere un luogo inclusivo, una piazza del sapere dove potere incontrarsi».
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