La Nuova Ferrara

Parole e tanti lettori noir Il festival saluta con gli assi

Parole e tanti lettori noir Il festival saluta con gli assi

Ieri l’incontro con Davide Bregola, Romano De Marco e Maurizio de Giovanni Dopo le incursioni dei giorni scorsi dei giallisti Dazieri e Cotti e Poldelmengo

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Il famigerato “Gorilla” di Sandrone Dazieri è apparso sabato pomeriggio a Palazzo Paradiso, e nemmeno la pioggia improvvisa ha ostacolato i numerosi affezionati a raggiungere il detective più scontroso d’Italia, ma anche più simpatico e giusto. Un alterego impareggiabile per Dazieri. Tanto è vero che, incalzato dalle battute di Andrea Cotti, il collega di Squadra Antimafia, e dall’ipercinetico Luca Poldelmengo, scrittore e sceneggiatore di Cemento armato, ha presentato alla platea ferrarese il suo ultimo thriller ‘Uccidi il padre’, edito da Mondadori e ancora in testa alle classifiche dei più venduti.

Un sabato difficile quindi, ma, al contempo, soddisfacente per lo staff organizzativo di #GialloFerrara, e seguito da una domenica incredibile.

L’apertura mattutina della Feltrinelli, infatti, con i cuscini gialli seminati dappertutto, ha ospitato il nostrano Carlo Riberti e il traduttore Nicola Manuppelli, conosciuto per le versioni di Francis S. Fitzgerald e Jack London, i suoi cavalli di battaglia. I due paladini di Barbera Editore, affiancati da Davide Bregola, di ritorno nell’amata Ferrara solo per l’occasione, hanno raccontato ai presenti le esperienze di una vita tratteggiata di Giallo, trapuntata di spunti Noir.

Specialmente per Riberti, che ha esordito l’anno scorso con l’incipit di fuoco di Nero Sangue. La scelta di pubblicarlo è stata proprio di Bregola, che ha raccontato la storia del suo ultimo romanzo, ‘Tre allegri Malfattori’ : «Il mio romanzo tratta una storia molto adatta a questa situazione, perché i tre protagonisti sono tre allegri malfattori, appunto, caratterizzati in maniera forte nell’immaginario collettivo: il bruto, con la sua forza fisica, il capo con la sua passione per la filosofia di Nietsche, con la quale tenta di risolvere ogni problema esistenziale che gli si pone, l’immigrato cinese, integrato nella società e che parla benissimo l’italiano».

«Questi personaggi - continua - si trovano a interagire proprio durante un festival letterario, come il nostro, ma già collaudato da anni: quello di Mantova; dove, quell’anno si trova esposto il cadavere della mummia di Similaun, considerata dagli organizzatori come il primo lettore della storia. Ecco, con questo paradosso volevo metaforizzare e prendere in giro le esagerazioni e le forzature degli uomini moderni, che le provano tutte per far “tornare i conti” a loro piacimento». E così racconta Bregola, i protagonisto decidono di rapire la salma, e fra colpi di scena e clamorosi errori, tentano di avere il riscatto, con il quale però, essendo ladri con una certa etica, non desiderano niente di estremo: solo realizzare i propri sogni e sviluppare le proprie passioni. «Tra Ferrara, Bologna, Modena e, naturalmente, la città del Festival, il noir vi emozionerà con la sua escalation di eventi, che si realizza nella modalità narrativa della suspense».

Sul ritorno di Davide Bregola nella corte rinascimentale ormai di un solo colore, #GialloFerrara, sono stati accolti, dopo i fumettisti, dallo staff del Gruppo del Tasso, capitanati da Alberto Amorelli, i grandi Romano De Marco e Maurizio de Giovanni. Già dai laboratori in Sala Agnelli si è respirata un’atmosfera trepidante: i libri appena pubblicati dai romanzieri di fama internazionale sono andati letteralmente a ruba, dietro le oltre duecento persone di pubblico. ‘Io la troverò’, il poliziesco edito da Feltrinelli meno di una settimana fa, che Romano De Marco ha esposto vivacemente ai presenti: «Era il miglior poliziotto di Milano, ora è un clochard che annega nell’alcool dei suoi fallimenti; ma la discesa all’inferno, per lui, non è ancora finita». Tematiche sociali forti, quelle descritte da De Marco, come la tratta sessuale e il giro del porno clandestino. Al contempo e non da meno, con il suo principe delle tenebre, Maurizio de Giovanni ha introdotto il suo ultimo titolo, ‘In fondo al tuo cuore’, edito da Einaudi, ritorna sulle pagine lo storico personaggio del commissario Ricciardi. «Non c’è una pagina che dica ciò che ti aspetti con un linguaggio semplice e con un tono di voce sempre adeguato», ha concluso con stile l’autore. Per l’edizione del 2015 lo staff di #GialloFerrara, inarrestabile, è pronto a mirare sempre più in alto, con nuove proposte.

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