Cento d’Estate, in concerto il mitico Garland Jeffreys
È stato immortalato da Win Wenders nel documentario The soul of man e in The Blues prodotto da Martin Scorsese. Negli anni Sessanta si laureò in storia dell’arte all’università di Syracuse dove...
È stato immortalato da Win Wenders nel documentario The soul of man e in The Blues prodotto da Martin Scorsese. Negli anni Sessanta si laureò in storia dell’arte all’università di Syracuse dove incontrò Lou Reed, suo futuro e fraterno amico. Garland Jeffreys, nato a Brooklyn e da poco settantunenne, questa sera si esibirà in piazza della Rocca a Cento, nell’ambito della rassegna Cento d’Estate.
Jeffreys è una vera e propria icona del rock americano e della lotta al razzismo. Nel corso della sua carriera ha raccontato storie di amore, di violenza, di omicidi e di rivincite. Ha collaborato al primo album solista di John Cale (Velvet Underground) e ha dato vita ad altre realtà musicali più o meno fortunate. Con il singolo Matador, uscito nel 1979, Jeffreys raggiunge i vertici delle classifiche in vari Paesi. All’inizio degli anni Ottanta il cantautore statunitense si ritirò a vita privata dedicando ilv suo tempo a ricerche e studio, ma nel 1992 uscì il disco Don't Call Me Buckwheat, dedicato alla complessità razziale negli Stati Uniti. Ad aprire la serata, che comincerà alle 21.30, ci sarà John Strada con i suoi Wild Innocents che, reduci dal successo di due settimane fa, sono pronti a reinventarsi con un set tutto nuovo. (s. g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google