I Kodaline si sono fatti sentire
L’indie rock dei quattro irlandesi ha fatto ballare i muri del Castello
«Suonare qui in questo castello è sorprendente e voi siete splendidi, grazie mille Ferrara». Steve Garrigan, voce, chitarra e tastiere dei Kodaline a fine concerto saluta così il pubblico della città estense. Quella di Ferrara Sotto le Stelle è stata, per il momento, la loro seconda e ultima data italiana; la sera prima, ovvero il 16, mentre da noi infuriava la tempesta de “Le luci”, il quartetto irlandese si era esibito a Milano.
Garrigan&Co. sono felici, ringraziano quasi al termine di ogni canzone e il pubblico risponde con boati di approvazione: è stato bello vedere come i fan cantassero in coro alcuni dei brani in scaletta. Prima di chiamarsi Kodaline si esibivano sotto il nome di “21 Demands”; scelta coraggiosa quella di cambiare nome. Non si sa mai cosa può accadere. Si può perdere il seguito racimolato fino a quel momento e cadere nell’oblio, o mantenere il favore dei primi fan e possibilmente espanderlo catturandone altri. Il loro caso è di certo il secondo. Dal 2011 molte cose sono cambiate. Le canzoni hanno cominciato a passare in radio di più, le date si sono raddoppiate e i tour sono diventati via via internazionali. Nei 14 brani suonati tra le 21.45 e le 23 c’è racchiuso l’universo Kodaline. Tra il 2012 e il 2013 hanno pubblicato tre Ep e l’album In a perfect world e nel 2014 è uscito il singolo One day. E quasi tutto è comparso nella scaletta emozionante fatta di suoni estivi, piacevoli, da ballare. Canzoni più sentimentali, affidate solo alla voce e alla chitarra o alle tastiere, hanno suscitato la commozione delle prime file. Durante il bis il cantante invita il pubblico ad alzare i telefonini, una volta si usava farlo con gli accendini ma questa… è un’altra generazione.
Samuele Govoni
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