Le Monde, una Ferrara alla francese
L’inserto culturale si occupa di mondo e città letteraria di Bassani. Testimonianze di Pazzi e Tagliani. Leggi l'articolo originale
M, l'inserto di cultura e spettacolo de "Le Monde", dedica stamane alcune pagine intense alla vita di Giorgio Bassani, a Il giardino dei Finzi-Contini, ma soprattutto alla città. Dalla scrivania di casa sua, Bassani offre uno sguardo intimo sulla Ferrara degli anni '30, che ha saputo rappresentare a fondo con la visione fantastica del giardino immortale. «Il sole al tramonto, forando una scura coltre di nuvole bassa sull'orizzonte, illuminava vivamente ogni cosa: il cimitero ebraico ai miei piedi, l'abside e il campanile di san Cristoforo poco più in là, e sullo sfondo, alte sopra la bruna distesa dei tetti, le lontani moli del Castello Estense e del Duomo». Ciechi potevano essere, ma per scherzo innamorato, gli occhi dell'omonimo Giorgio, a detta della lieve Micòl, tuttavia, non lo erano quelli del grande scrittore quando calavano sulla sua Ferrara. Le parole depositate, infatti, sottendono a una serie di luoghi che il celebre quotidiano francese riporta fedelmente.
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Si comincia dal rosso estivo delle mura e si passa alla penombra del salotto di casa, venendo trasportati per le vie del Ghetto, l'ingresso della Sinagoga e i cancelli del cimitero ebraico, sino agli orizzonti privati della gente di Ercole I d'Este. Un viale di ricordi sulla carta. Non c'è una ragione particolare per cui siano state stampate su "M" pagine tali, se non il desiderio di una terra di continuare a cullare gli scritti di uno spirito che le ha restituito tanto. Così, oltre le testimonianze dei figli, della compagna ventennale Portia Prebys, del curatore dell'opera omnia (I Meridiani Mondadori) Roberto Cotroneo e della docente Silvana Onofri, rimane ai lettori quella del sindaco Tagliani per un possibile e sperato fondo a Casa Minerbi, magari, una volta ultimata. Esistenziali ed estranee alle tensioni che hanno caratterizzato negli ultimi anni il suo lascito, insignificante nella materia se paragonato alla levatura dell'uomo, si fissano le frasi di gratitudine riportate da Roberto Pazzi durante il funerale. Un Pazzi commosso, che è stato pubblicamente riconosciuto dalla figlia Paola quale suo erede per valore letterario e non solo.
Frasi riprese a lungo da Flavia Franceschini durante il funerale dell'aprile 2000 e visibili su youtube. Dal canto nostro, lo seguiremo ancora sull'orlo che svicola «tra il tutto e il niente», come scriveva lui stesso nel Il romanzo di Ferrara, sul quale ogni tanto ci trattiene un verso. E insieme ai suoi romanzi riscopriremo luci e ombre della città: «Sul momento si può anche non accorgersene. Ma basta che uno sieda qualche minuto a un tavolino all'aperto del Caffè della Borsa...»
Matteo Bianchi
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