La Nuova Ferrara

reload music festival

Rabbia e stile nello ska degli Statuto

«Questa è la città di Aldro»: la band ha cantato contro la violenza

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Questa volta il tempo è stato dalla loro parte e dopo le due date annullate lo scorso anno, finalmente gli Statuto anno suonato in città. Domenica scorsa il Reload Music Festival si è chiuso con il concerto della band ska torinese che attraverso la musica affronta tematiche sociali di vario genere.

«Questa è la città di Aldro - afferma il frontman dopo appena un paio di canzoni - Siamo da sempre attenti a questa storia». Il pubblico, oltre duecento persone, ha risposto bene. Non sono mancati gli applausi, i balli e nemmeno i cori da stadio. Sì, perché in scaletta gli Statuto hanno messo molti pezzi dedicati al calcio, agli ultras, ai tifosi scomparsi e hanno espresso contrarietà rispetto alla tessera del tifoso perché, a detta loro, sarebbe «anticostituzionale». Rabbia e stile, I campioni siamo noi e Sabato sera non è l'unica notte per rompere il ghiaccio e poi avanti con Rudy playboy, Solo tu e Intercity Firm.

A metà del concerto, iniziato intorno alle 22.30 e finito pochi minuti prima di mezzanotte, gli Statuto hanno eseguito È già domenica, canzone dedicata a Gabriele Sandri (tifoso laziale morto durante una trasferta) ed è al termine di questa che parte il coro «Onoriamo gli ultras scomparsi». Avanti con una canzone scritta da Enrico Ruggeri appositamente per loro, Controcalcio, e con In fabbrica firmata anche questa apposta per loro da The Gang. Un accenno alla situazione politica del Paese non poteva mancare e gli Statuto con Ci pensa Fonzie, consegnano agli ascoltatori un ritratto ironico e grottesco del presidente del consiglio. Nel frattempo con Mauro e Roberto, organizzatori e direttori artistici del Reload, facciamo un po’ il punto della situazione.

«Il festival è andato bene - affermano soddisfatti - peccato per quei giorni di pioggia che ci hanno un po’ intralciato ma, meteo a parte, siamo felici del risultato ottenuto. La band e gli ospiti sono stati tutti apprezzati e anche questo non è scontato perché a volte, specialmente quando non conosci bene il tuo invitato, puoi rischiare di prendere una cantonata e invece qui tutto è funzionato». Intanto si continua a fare ska e dopo l’ultimo brano gli Statuto vengono richiamati a gran voce sul palco per continuare la festa che si chiude definitivamente con Piera, uno dei loro classici senza tempo. (s. g.)

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