La Nuova Ferrara

M’ama o mi tradisce? Ecco il dilemma

Camilla Ghedini e Brunella Benea vogliono la Giornata Nazionale dell’Amante

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È appena uscito il libro che chiede l’istituzione della Giornata Nazionale dell’Amante, AMO TE... starò con lei per sempre, edito da Giraldi. Questo il titolo estivo scelto da Camilla Ghedini e Brunella Benea, che sta spopolando in radio e sull’omonima pagina Facebook, sulla quale i curiosi accorrono a scrivere la loro. E le autrici ridono, ridono tanto, poiché il segreto è non prendersi troppo sul serio.

La prima parte è un romanzo spassoso intorno alle vicende di Anita e Florinda, due donne sentimentalmente imbranate, attratte tanto dall’oroscopo quanto dalla politica. Ma un libro, anche e dal fondo, sull’amicizia, che aiuta a fare pace con se stesse, con le proprie omissioni, con la paura di avere tradito il prossimo. Attraverso una seconda parte ironica e dissacrante, Appendice. La storia in pillole, di cui protagonista è il Grillo Parlante, ovvero il gruppo di cinque amiche affiatate che spronano le miopi Thelma e Louise.

Brunella Benea, oltre all’occupazione imprenditoriale e alla vocazione artistica, è Consigliere comunale a Bondeno per Forza Italia. Mentre Camilla Ghedini, giornalista professionista, è alla sua sesta pubblicazione e collabora con diverse testate. Nel 2012 ha lanciato un appello alle case editrici italiane per spedire i libri nelle tendopoli dei terremotati, che hanno ricevuto sul nostro territorio oltre 20mila titoli. Per lei non si può vivere senza lettura.

Cominciamo dalla dedica, Camilla: perché nell’amore non può esserci giudizio?

«Perché tutto ciò che non è fatto con dolo o cattiveria, non può essere negativo. E purtroppo si ha spesso l’abitudine di pontificare su situazioni che non si conoscono e di dare consigli infallibili».

Addirittura una Giornata istituzionale...

«Di sicuro farebbe girare l’economia, siccome per vocazione allo svilimento gli amanti spendono in maniera compulsiva. Comunque non è la loro celebrazione: c’è tanta ironia, non compatimento, né esaltazione».

E qual è il ruolo dell’amante?

«Non è sempre una scostumata sfasciafamiglie, perché appunto vive un amore sbagliato, secondo il comune sentire. E può succedere, non c’è alcunché di cui vergognarsi».

A volte, ma solo a volte, può essere utile il tradimento?

«Personalmente sono monogama e quasi monastica - ha confessato scherzando - e non credo faccia bene alla coppia. Certo, può far bene al singolo in quanto sorta di polmone artificiale».

C’è qualcosa di autobiografico tra le pagine?

«Sarebbe come chiedere a chi scrive di gialli e noir se fosse un assassino...»

Cosa significa scrivere una storia a quattro mani?

«L’amicizia per me è il sentimento più vero, perché l’unico gratuito e reciproco. E il libro è frutto dell’amicizia con Brunella. Le amiche si divertono delle loro stesse disavventure, senza solo lagnarsi o sentirsi vittime degli altri. Anzi... è un potere che a un uomo non darei mai».

Matteo Bianchi

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