Con Ramin Bahrami il fascino di Bach risuona nell’abbazia
Una folla ha gremito, sabato sera, la Sala delle Stilate, per assistere ed applaudire al primo appuntamento musicale di Emilia Romagna Festival, inserito all'interno della stagione concertistica...
Una folla ha gremito, sabato sera, la Sala delle Stilate, per assistere ed applaudire al primo appuntamento musicale di Emilia Romagna Festival, inserito all'interno della stagione concertistica Musica Pomposa. Un concerto di grande impatto quello dell'Offerta Musicale di Bach, interpretato da uno dei suoi massimi esecutori, il pianista Ramin Bahrami, che dopo due anni è tornato sul palco delle Stilate. Insieme a Bahrami, sul palco, altri concertisti d'eccezione, come due anni fa, il direttore di Erf, Massimo Mercelli, al flauto, ed il trio dei Solisti Aquilani, violini e violoncello.
A presentare la serata lo stesso maestro Mercelli, che ha illustrato al pubblico presente, il contenuto dell'Offerta Musicale, pregando di non interrompere i vari brani che componevano l'opera. Ed il pubblico ha risposto con un lungo applauso al termine del concerto, che ha portato i musicisti a proporre due bis, tratti da Offerta Musicale.
Disponibile il maestro Bahrami ha risposto a qualche domanda, non solo sulla musica, ma anche su argomenti di attualità. Ovvio il primo quesito, quale sentimento ha provato nel tornare a Pomposa, dopo due anni.
«L'abbazia di Pomposa - ha detto Ramin Bahrami - è un luogo colmo di storia della musica, dove Guido d'Arezzo ha inventato Ut, Re, Mi, Fa, La, Si, e li ha scritti sul pentagramma, creando un linguaggio universale. Se abbiamo un Mozart, un Brahms, un Bach, dobbiamo solo dire beato Guido d'Arezzo, Inventor musicae».
La sua definizione dell'Offerta Musicale di Bach?
«Si tratta di un'invenzione, Federico II non aveva capacità di inventare una cosa così complessa, a livello musicale, quasi tridimensionale. Con l'Offerta Musicale, Bach offre un'enciclopedia del contrappunto musicale, allargando il concetto di uomo-strumento e di passione, una composizione che è una dichiarazione d'amore all'amata».
I suoi progetti e i suoi prossimi impegni?
«La mia ultima pubblicazione musicale, il cd “Bach for babies”, dedicato alla mia bimba (il maestro Bahrami è diventato padre 4 mesi fa, ndr) e ai bambini di tutte le età, ed è in classica ed il fatto che un cd di classica sia in una classifica pop è un bene e un grande segnale».
Maestro, in quanto esule da un Paese che ha vissuto sotto il giogo della tirannia come l'Iran, come vede la questione israelo-palestinese.
«Israele e Palestina non sanno dialogare - ha detto Bahrami - dovrebbero imparare ad ascoltarsi e dialogare, ma nonostante tutto sono fiducioso in una buona politica che possa prendere spunto dalla musica».
L'ultimo pensiero prima del concerto pomposiano Ramin Bahrami l'ha avuto per il maestro Claudio Abbado, ricordando che i popoli dovrebbero imparare ad ascoltarsi, così come si ascolta e si segue un direttore d'orchestra di grande valore come Abbado.
Maria Rosa Bellini
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