Una storia concreta per non rinunciare alla cultura
Nato alla fine degli anni Settanta, Giulio Cavalli è uno spirito eclettico, impegnato civilmente e socialmente: nel 2009 mette in scena “Do ut Des”, monologo su riti e conviti mafiosi. A causa delle...
Nato alla fine degli anni Settanta, Giulio Cavalli è uno spirito eclettico, impegnato civilmente e socialmente: nel 2009 mette in scena “Do ut Des”, monologo su riti e conviti mafiosi. A causa delle minacce mafiose ricevute, gli viene assegnata una scorta. Con il regista Renato Sarti, poi, scrive e interpreta “L'innocenza di Giulio”. Tanto che nell’agosto 2013 il collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura racconta il progetto per eliminare Cavalli. Il comando arrivò nella primavera del 2011, ma in quel periodo, per fortuna, Giulio era già protetto.
Consigliere regionale della Lombardia, nel 2010 fonda l'Expo No Crime insieme a Chiara Cremonesi e Pippo Civati, il primo gruppo interistituzionale che si pone il problema dell’infiltrazione mafiosa negli appalti per l'Expo 2015, ora più che mai sulla brace. (mat. bia.)
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