La Nuova Ferrara

musica a marfisa d’este

Dopo Danza ecco il ritmo brasilero

Dopo Danza ecco il ritmo brasilero

Il canto di Sarah Jane e la tastiera di Gianni Partner in concerto

2 MINUTI DI LETTURA





Stasera alle 21.30 alla palazzina di Marfisa d'Este in corso Giovecca 170, risuonerà il canto brasilero: il calendario di Musica a Marfisa infatti mette in pedana la cantante Sarah Jane, padre brasiliano e madre sanmarinese, e il pianista e tastierista Gianni Partner, in un programma che è un vero tributo alla bossanova ed alla musica del Brasile, con brani di Jobim, Buarque, Lyra, De Moraes, Valle, Nascimento, rivisitati con eclettismo e originalità dagli interpreti. L'ingresso come sempre è a offerta libera pro-Ama.

L'altra sera, invece, la palazzina ha risuonato invece del più classico dei recital pianistici, con Antonio Danza che ha eseguito musiche di Bach (Partita Bwv 830 n.6), Scriabin (Studio op.8 n.9), De Falla (Danza rituale del fuoco), Chopin (Polacca “Eroica” op.53), Brahms (Intermezzo op.118 n.2) e Liszt (Mephisto Walzer).

Il ragazzo ha mostrato una maturità musicale ben oltre i suoi 16 anni, conseguenza del lungo studio dedicato allo strumento (ha iniziato a 5 anni), ma anche l'irruenza propria dell'età dei giochi: insomma, ancora adolescente nell'indole, già consapevole nella professione. Ha esplorato per Musica a Marfisa tutte le possibilità espressive del pianoforte, dal Settecento quando lo strumento ancora non esisteva e la musica da tastiera la si eseguiva al cembalo, fino a Liszt e Scriabin, autori che hanno portato il pianoforte al massimo delle possibilità espressive. Macavano, nel programma, solo i francesi (Debussy, Ravel, Fauré) per completare tutta la gamma timbrica.

Comunque i “colori”, Danza, li ha trovati in autori come De Falla e Brahms, ma anche in Chopin e Liszt. La scelta interpretativa lo ha portato a rinforzare la musica di Chopin e ad ammorbidire quella di Brahms, tendendo il primo verso l'agone espressionista, e il secondo verso il romanticismo di stampo schubertiano. Nulla di strano, intendiamoci, si tratta di scelte interpretative che possono incontrare più o meno calorosamente il gusto degli ascoltatori, ma sono scelte perfettamente legittime riservate all'esecutore. Straripanti gli applausi del pubblico, premianti sicuramente l'irruenza ma anche la pulizia esecutiva.

Questo ragazzo può già considerare suo il grande repertorio concertistico per pianoforte e orchestra (Chajkovskij, Brahms, Rachmaninov) perché ha potenzialmente nelle dita quei capolavori: basta che impari a conservare la calma, senza innervosirsi quando salta una nota o sbaglia una battuta. Chiusura di serata con due acclamatissimi bis, Liszt e Rachmaninov.

Athos Tromboni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google