Il figlio Paolo: Ferrara era la città più anti-balbiana
Raggiunto telefonicamente nella sua casa romana, Paolo Balbo, terzo figlio del matrimonio tra Emanuella Florio e Italo Balbo, ci ha concesso in esclusiva una breve intervista. Avvocato, modi gentili...
FERRARA. Raggiunto telefonicamente nella sua casa romana, Paolo Balbo, terzo figlio del matrimonio tra Emanuella Florio e Italo Balbo, ci ha concesso in esclusiva una breve intervista. Avvocato, modi gentili e raffinati, ha mostrato estrema disponibilità. Conserva l'archivio di suo padre, tuttora in possesso della famiglia.
Che valore e che funzione ha per lei la mostra di Orbetello?
«Rappresenta un punto fermo, un valore consolidato dell'impresa. Mentre tempo fa c'era ancora qualcosa da obiettare, rappresenta oggi il riconoscimento unanime, anche degli storici, di una prodezza della nostra Aeronautica militare. Fu una doppia trasvolata vissuta tra mille difficoltà, con l'incombente problema della nebbia e della pioggia che penetrava nella cabina».
L’esposizione dunque è necessaria per a una ulteriore conoscenza di suo padre?
«Il personaggio Balbo molte volte viene svisato.
Mio padre era, diciamo, "pignolo", non tralasciava nulla e curava tutto nei minimi dettagli. Non era solo il personaggio estroverso come spesso è stato dipinto.
Pensi, la preparazione per l'impresa del 1933 era durata anni, dall'individuazione di possibili località di ammaraggio, alla scelta dei motori, dalle basi di rifornimento alle stazioni metereologiche. Tutto curato nei particolari.
La scuola di Orbetello, fatta di serietà e preparazione, si rivelò estremamente valida. Questo anche grazie a lui».
“Riconciliazione” è diventata un'invocazione quasi corale. Non pensa che Ferrara, o una parte di essa, non sia riuscita a rimarginare la ferita di quel determinato periodo storico?
«Le memorie di mio padre, per molto tempo, sono state motivo di scontri politici. Nel dopoguerra Ferrara credo che fosse la città più anti-balbiana d'Italia. Ora le passioni politiche si sono un po' attenuate, inizia forse ad esserci un clima più favorevole per lo studio critico.
Solo negli ultimi anni sono emerse nuove immagini che, per molti anni, sono state dimenticate».
Balbo era fiero di essere di Ferrara. In una città matura che non fa gazzarra politica per qualsiasi cosa mi piacerebbe vedere un archivio-museo su Italo Balbo. Lei che ne pensa?
«Mmm… Sono scettico. Ancora non lo vedo possibile, per lo meno a Ferrara. Credo che occorrerà molto tempo. Nella mia cara Ferrara è da un po' che non torno, non ho il sentore del clima presente».
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