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il bilancio di roversi

Sotto le stelle più forte di crisi e maltempo

Sotto le stelle più forte di crisi e maltempo

Il festival è finito da un paio di giorni, giusto il tempo per riprendere fiato. Abbiamo chiesto a “Bobo” Roversi, direttore artistico di Ferrara Sotto le Stelle, un parere sulla manifestazione...

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Il festival è finito da un paio di giorni, giusto il tempo per riprendere fiato. Abbiamo chiesto a “Bobo” Roversi, direttore artistico di Ferrara Sotto le Stelle, un parere sulla manifestazione appena terminata…

«In realtà – spiega - non mi pare particolarmente elegante giudicare il mio lavoro. Credo di aver fatto del mio meglio, ma il giudizio spetta al pubblico. Posso solo fare due considerazioni di carattere generale. La prima, è che abbiamo fatto numeri importanti (oltre 18mila paganti, ndr) nonostante una crisi economica stringente che ha colpito la maggior parte dei festival musicali, per l’evidente minor disponibilità dei giovani di risorse per cultura e intrattenimento. La seconda è che abbiamo portato a termine con successo tutti i nostri nove appuntamenti nonostante un’estate anomala, che ha minacciato col maltempo quasi tutto il calendario».

Le ultime due serate, il 28 luglio con i Simple Minds e l’1 agosto con i Franz Ferdinand, sono andate sold out. Circa 5.000 spettatori a sera. Sold out anche “Tra Ferrara e la luna”, serata organizzata nel cortile del Castello per Le luci della centrale elettrica, tornato in città dopo quattro anni insieme a colleghi e amici. Da dietro le quinte però è difficile assistere tranquilli ai concerti. Si è continuamente tesi, concentrati sulla serata e preoccupati che tutto vada bene…

«Purtroppo, il ruolo dell’organizzatore è di fatto incompatibile con una fruizione completa e serena dei live. Vanno gestiti rapporti con promoter nazionale, tour manager, accrediti, fotografi e security. Quindi le date che ho seguito meglio sono state quelle al Chiostro di San Paolo, curate da Zuni Outdoor: l’impressionante suite ipnotica dei Demdike Stare e il bellissimo set di Teho Teardo & Blixa Bargeld. Insomma, la sezione “Ferrara sotto le Stelle Off”, che mi auguro abbia un seguito, perché – chiude Roversi - il festival non ha solo l’ambizione di portare grandi star internazionali sul palco di piazza Castello, ma anche la prerogativa di proporre progetti di nicchia e non trascurare sperimentazione e ricerca».

Samuele Govoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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