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Bahrami al piano suona il suo Iran

Bahrami al piano suona il suo Iran

Ma in Manifattura gli animi si infiammano per l’eccessiva affluenza

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Il concerto è stato un emozionante e “godurioso”, musicalmente parlando, viaggio nel mondo della creatività di Bach proposta dal suo più talentuoso e significativo interprete, il pianista Ramin Bahrami, che lunedì sera si è esibito nella Sala Fuochi della Manifattura Marinati di Comacchio, all’interno di uno dei più attesi appuntamenti dell’Emilia Romagna Festival, per la prima volta approdato nella città lagunare.

Ma come tutti i viaggi, anche se questo è stato fatto in prima classe deluxe per quanto riguarda la qualità del contenuto proposto, ha avuto una sbavatura non da poco: troppa gente, tre le 200 e 300 persone, rimaste fuori dalla Sala Fuochi, capacità di posti a sedere 220, che hanno protestato a viva voce per l’infelice scelta del luogo di esecuzione del concerto, tra l’altro a ingresso gratuito, con tanti altri luoghi, altrettanto suggestivi, che Comacchio sa offrire.

Il malumore di chi è rimasto fuori, senza nemmeno un sistema di amplificazione per poter ascoltare il coinvolgente concerto e la consolazione di un maxi schermo per vedere i virtuosismi alla tastiera delle abili dita del concertista, è dilagato in fretta anche all’interno. Da tenere presente, visto che Erf, che porta i concerti nelle località ospitanti, nel caso di un altro concerto con un personaggio di spicco e risonanza come Bahrami, l’esecuzione nella piazzetta Trepponti, una cartolina di non poco conto soprattutto in un periodo, come la settimana di Ferragosto, dove i turisti vengono richiamati da ogni dove della costa e non solo.

Quindi materia, luoghi e tempo su cui riflettere, chi ha scelto la location per questo concerto, ne ha parecchio, quasi un altro anno, chissà.

Coloro che invece sono riusciti, fortunatamente ad assistere al concerto di Ramin Bahrami, presentato dall’assessore alla Cultura, Alice Carli, nonostante il caldo torrido nella sala, non hanno lesinato applausi, così come il maestro si è mostrato generoso con due bis, una sua trascrizione della Marcia Persiana, op. 289 di Johann Strauss figlio e per chiudere la Ninna Nanna, BWV 988 di Bach, variazioni Goldberg, dolcissimo commiato per un pubblico entusiasta e una buonanotte alla bimba del pianista iraniano, di appena 5 mesi, presente al concerto e accompagnata, in carozzina, in luogo appartato dalla mamma.

Maria Rosa Bellini

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