La Nuova Ferrara

L’Ariostea apre le porte alla Mongolia

L’Ariostea apre le porte alla Mongolia

Domani inaugura la ricca mostra dedicata alla nazione ospite del Buskers Festival con manoscritti e raccolte antiche

2 MINUTI DI LETTURA





Il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara anche quest’anno, com’è ormai tradizione, propone un contributo al Ferrara Buskers Festival (manifestazione che sarà presentata martedì mattina, al via giovedì 21 con l’anteprima a L’Aquila, poi venerdì 22 la tradizionale tappa a Comacchio e sabato 23 l’arrivo a Ferrara) attingendo al proprio patrimonio librario e documentario.

Da domani e fino al 3 settembre, infatti, la Biblioteca Ariostea in via delle Scienze ospiterà un’affascinante esposizione bibliografica dedicata ad un paese incastonato fra la Russia e la Cina, la Mongolia, nazione ospite dell’edizione 2014 della rassegna dei musicisti di strada.

La mostra sarà inaugurata per l’appunto lunedì, alle 11, in sala Ariosto, alla presenza dell’Assessore all’Urbanistica del Comune di Ferrara, Roberta Fusari, e del direttore artistico del Busker Festival, Stefano Bottoni.

La curatrice della mostra, Mirna Bonazza, responsabile della Sezione manoscritti e rari dell’Ariostea e dell’Archivio storico comunale, ha selezionato dalle preziose raccolte della Biblioteca cittadina, edizioni, manoscritti, antichi e moderni di grande interesse, la maggior parte dei quali mai esposta.

La mostra mette in luce il percorso storico-geografico compiuto dal popolo Mongolo nel corso dei secoli. Trovano posto nelle vetrine di sala Ariosto importanti atlanti dei secoli XVI, XVII e XVIII, i quali mostrano il territorio abitato dall’antica popolazione Tartara e le trasformazioni che l’hanno interessato nel tempo, in relazione agli intrecci storico-politici con le genti confinanti. Merito dei viaggiatori e diplomatici europei l’aver contribuito a far conoscere i Tartari: da Giovanni da Pian del Carpine a Guglielmo di Rubruquis (o Rubruk), fino a Marco Polo e, ancora, a Giovanni Battista Ramusio ed altri. Sono documentate le figure dei grandi: da Genghiz Khan, fondatore dell’Impero mongolo, al nipote Cublai Gran khan, a Tamerlano, grande conquistatore appartenente ad una tribù turco-mongola dell’Asia centrale, il quale restaurò la potenza del grande impero.

Si tratta certamente di un avvincente itinerario, per avvicinarsi ad una nazione dalla tradizione saldamente ancorata ad antichi saperi, che ha sempre riscosso grande interesse fra i viaggiatori contemporanei attratti dalla sua storia, dal suo paesaggio, dal carattere gentile della sua gente e dalla peculiarità delle sue tradizioni legate al nomadismo.

La mostra “I Mongoli: nomadi e guerrieri”, allestita in sala Ariosto è ad ingresso libero ed è visitabile negli orari di apertura della Biblioteca Ariostea, ovvero dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30 ed il sabato dalle 9 alle 13 sino al 30 agosto, mentre dall’1 al 3 settembre sarà visitabile anche il pomeriggio, sino alle 19.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google