La Giostra del Monaco trasposizione storica perfetta
La festa dal 22 al 31 agosto della Contrada di San Giacomo si basa su fatti reali Azzo d’Este sconfisse l’impero: Ferrara, Este e Grottazzolina unite per celebrarlo
“Nelle terre di Castel Tedaldo: la Giostra del Monaco”. Questo è il nome esatto della manifestazione storica che si tiene a Ferrara, in via IV Novembre presso il Baluardo di Santa Maria della Fortezza, dal 22 al 31 agosto. Ma qual è il suo significato? Cosa si vuole rievocare?
Mossi da queste curiosità, abbiamo contattato Giannantonio Braghiroli, presidente del comitato organizzatore, il quale si è mostrato da subito molto competente e appassionato in materia. Giannantonio ci spiega che, «Giunta alla sua X edizione e organizzata dalla Contrada di Borgo San Giacomo, la Giostra del Monaco è una fedelissima ricostruzione storica della battaglia avvenuta a Cassano d’Adda nel 1259, fra le truppe imperiali, guidate da Romano da Ezzelino, e le truppe papali, guidate da Azzo VII d’Este».
Siamo quindi nel pieno del periodo delle lotte tra Papato e Impero. Lo scontro fu vinto da Azzo d’Este, che fermò così la discesa delle truppe dell’imperatore in Italia. Il nome della manifestazione deriva dal fatto che Romano da Ezzelino era figlio di un feroce condottiero, che in tarda età divenne monaco. La Giostra del Monaco nasce in quell’epoca a mo’ di sberleffo nei confronti di Romano da Ezzelino, in quanto il cavaliere doveva colpire un bersaglio di gesso raffigurante l’Aquila Nera, simbolo dell’imperatore. Era una delle tante giostre tipiche del Medioevo, con le quali si saggiava l’abilità del cavaliere. La bontà della rievocazione storica della manifestazione è stata riconosciuta recentemente dall’Emilia Romagna e dall’associazione Aerrs, che l’hanno inserita nel Registro delle Rievocazioni storiche emiliano romagnole, oltre a esser già stata accreditata da Federazione ippico-equestre.
“La Giostra del Monaco”, la festa che noi possiamo ammirare a Ferrara, è in realtà itinerante, in quanto si svolge in tre città in periodi diversi: inizia ad Este, prosegue a Grottazzolina (AP), e termina a Ferrara ad agosto. La Contrada di San Giacomo infatti, facendo approfondita ricerca storica, ha scoperto che in quelle due città si organizzavano rievocazioni storiche legate agli Este. È nato così il Consorzio Terre e Castelli Estensi, che vede la Giostra del Monaco a Este, Grottazzolina e Ferrara. Qui, durante la manifestazione, si elegge il Paladino estense, colui che ha sommato il maggior punteggio nelle prove svoltesi in tutte e tre le città. Il momento clou della manifestazione è la ricostruzione della battaglia di Cassano d’Adda, e questo avviene l’ultimo sabato sera della festa. Vi partecipano le truppe papali, rappresentate da Ferrara, Este e Grottazzolina, mentre la controparte è rappresentata dalle truppe imperiali, che provengono da Romano d’Ezzelino, paese vicino a Bassano che prende il nome dall’antagonista di Azzo VII. Il combattimento è ricostruito fedelmente, in base a quanto raccontano le cronache dell’epoca. Il giorno dopo, la domenica, si svolge invece la Giostra, la prova di abilità del cavaliere, dinnanzi alla corte marchionale. L’anno 1259 viene considerato ufficiosamente l’anno di nascita del Palio, per l’importanza che ebbe la battaglia di Cassano d’Adda, con la quale Azzo VII ottenne dal papa il titolo di Podestà perpetuo sulla città di Ferrara. Tuttavia, il Palio è ufficializzato vent’anni dopo, nel 1279, e troviamo le regole negli Statuti del Comune di Ferrara.
Durante tutto il periodo della festa è vietato usare l’euro nell’area dove si celebra la Giostra del Monaco; è infatti bandito, perché si paga tutto in scudi. Oltre alla rievocazione della battaglia e della Giostra, si svolgono altri importanti momenti di divertimento, tutti ovviamente in tema. È presente una zona gioco per bambini, e anche qui la contrada ha effettuato un lavoro storico notevole, perché i giochi sono quelli dell’epoca. Si compiono poi giri a cavallo per i più piccoli, ci sono bancarelle di oggettistica varia, artigianato, momenti culturali con Francesco Scafuri e Paolo Sturla Avogadri, ed un’importante rassegna di teatro di strada, dedicata ad Arnoldo Foà. Il grande attore ferrarese infatti quattro anni fa partecipò alla festa e lesse un canto dell’Orlando Furioso. È sempre presente una zona ristoro, dove si può gustare dell’ottima cacciagione o cappellacci preparati seguendo la ricetta di Messisbugo, cuoco della corte estense. Il menù è comunque molto vario, mescolando antico e attuale, per andare incontro ai gusti di tutti.
È importante sottolineare che dietro ogni evento che si svolge all’interno della festa c’è un’approfondita ricerca storica, che coinvolge tutta la Contrada. Quel Castel Tedaldo del titolo era effettivamente esistito, ci visse Matilde di Canossa e prima ancora suo nonno, uno dei primi podestà di Ferrara. Purtroppo di questo castello non vi è più alcuna traccia; sono rimasti un disegno del 1700 e immagini dipinte su piatti. Castel Tedaldo venne infatti abbattuto dai legati pontifici dopo aver cacciato gli Estensi. E ora, dopo questa spiegazione, andiamo a goderci il tuffo nel passato che la Contrada di San Giacomo ha organizzato per ferraresi e turisti.
Veronica Capucci
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