La Nuova Ferrara

Madame X dipinta da Boldini è la cognata del pittore Hellau Ecco come si è giunti all’identificazione della misteriosa “signora” Il dipinto è nei manifesti per la prossima mostra dell’artista in Castello

di MICAELA TORBOLI
Madame X dipinta da Boldini è la cognata del pittore Hellau Ecco come si è giunti all’identificazione della misteriosa “signora” Il dipinto è nei manifesti per la prossima mostra dell’artista in Castello

di MICAELA TORBOLI Per i manifesti della prossima mostra in Castello Estense che permetterà agli amanti dell'arte di godere della bellezza dei quadri di Boldini rimasti intrappolati, a causa del...

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di MICAELA TORBOLI

Per i manifesti della prossima mostra in Castello Estense che permetterà agli amanti dell'arte di godere della bellezza dei quadri di Boldini rimasti intrappolati, a causa del sisma del 2012, nei depositi di Palazzo Massari, è stato prescelto dal Museo Boldini un ritratto femminile a pastello del maestro ferrarese, che ritrae . La signora X, cognata di Helleu. Così finora è stata definita, sfuggendo agli studiosi il suo nome. Tenterò di identificarla. Paul-César Helleu (1859-1927), artista francese non molto noto in Italia, ebbe talento da vendere e mano felicissima. La sua vocazione fu soprattutto, come nel caso di Boldini, indirizzata con successo verso il ritratto. Era versato in molte tecniche, eccellendo in quella della "puntasecca", l'incisione su lastra di rame mediante uno stilo ultrafine. Nel 1884 ebbe l'incarico dai signori Louis-Guérin di ritrarre la loro figlia, Alice, di quattordici anni. La splendida fanciulla dalla pelle eburnea, il viso perfetto incorniciato da capelli ramati lunghi fino alle ginocchia, affascinò Helleu che la richiese in moglie: si sposarono il 29 luglio 1886, formando una coppia inseparabile. Alice fu la modella prediletta di Helleu, che la ritrasse mille volte in tutti i momenti della vita, con i figli, i parenti e gli amici, tra cui spiccava, per assiduità di frequentazione e comunione intellettuale, il nostro Boldini, ferrarese/parigino. Anche Boldini volle ritrarre più volte gli Helleu. Il pastello del Museo Boldini è del 1890. Boldini usò una tecnica molto amata da Helleu ma che non ebbe la fortuna di incontrare il gusto del suo pubblico. La donna immortalata di tre quarti, imbronciata e nervosa, indossa un abito di voile nero, audace e scollatissimo, che mostra un décolleté quasi androgino. Con una trovata che solo a Boldini poteva riuscire, la giovane viene animata dal movimento che la vede sfilarsi un guanto leggero che arriva quasi all'ascella, e tutte le linee sfuggenti dello sfondo conferiscono una spinta dinamica alla composizione davvero sorprendente. La prevalenza cromatica dei neri viene abilmente rafforzata dallo scoppio giallo limone delle piume che ornano il corsetto dell'abito. Pure Helleu ritrasse sua cognata. Il 5 ottobre 2011 sono stati messi all'asta all'Hôtel des Ventes di Ginevra (cat. n.1188 e 1189) due fogli a puntasecca di Helleu, provenienti dagli eredi del pittore. Nel primo, sulla parte bassa, vi sono due bambini, Ellen Helleu con Henri Collin (o Colin)-Delavaud, l'una la figlia, l'altro il nipote del maestro, e in alto vediamo una donna molto somigliante a quella ritratta da Boldini, che la casa d'aste identifica nella cognata di Helleu, Lucy Louis-Guérin. Il secondo foglio presenta la sola Lucy. Personaggio finora sconosciuto. Dato che le incisioni arrivano dal patrimonio di Casa Helleu, e che sul retro del primo foglio si trova un documento relativo alla storia dell'opera, il nome della cognata di Paul-César, fornito pure dai parenti, è certo. Naturalmente Helleu poteva avere più di una cognata, o esisteva magari la moglie di un suo possibile cognato. Si vedrà. Il nome di battesimo inglese Lucy (in francese è Lucie) non tragga in inganno, ad esempio Alice è presente sia in inglese che in francese, e si noti che la piccola Helleu ritratta sullo stesso foglio si chiamava Ellen e non Hélène. Pare che in queste famiglie si usasse dare qualche volta nomi inglesi ai figli. Addio perciò, fino a prova contraria, alla Signora X, e sia benvenuta Lucy.

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