Poesia e canzone fuse nel talento artistico di Germano Bonaveri
Stasera il cantautore si esibisce in Castello Estense a Ferrara La sua musica trae ispirazione dai versi di Neruda ed Esenin
Sulle orme di Lucio Dalla e Angelo Branduardi, che apparvero agli esordi del Buskers Festival sotto gli occhi increduli della folla, stasera alle 20 il cantautore Germano Bonaveri porterà nella corte interna di Castello Estense il progetto "Euterpe". Un concerto in continua evoluzione che da tempo viaggia per scuole e ridotti dei teatri, e sarà accompagnato dalla chitarra di Antonello D'Urso e da Roberto Manuzzi, lo storico sax di Guccini. «Le opere - motiva Bonaveri - sono state scelte con il solo discrimine dell'alto valore lirico, senza distinzione alcuna per epoca o nazionalità, da De André a Neruda, da Esenin a Mc Tell passando per Pascoli e i Jethro Tull. Euterpe, dal greco "colei che rallegra", era per gli antichi la musa protettrice della poesia lirica e della musica». Lo spettacolo esplora lo spazio comune alla poesia e alla canzone d'autore, spazio ideale nel quale la forza espressiva dei versi e la suggestione delle note si sostengono e completano vicendevolmente. Il cantautore bolognese ritroverà a Ferrara un'aria letteraria nonché familiare: nel 2009 ha inciso “Città Invisibili” sulla scia di Italo Calvino, che ha vantato la collaborazione di Maurizio Biancani e artisti del calibro di Mario Arcari, lo stesso Dalla e Marco Alemanno.
Nel 2012 "Poesia per strada" si è schiusa da un'idea di Matteo Bianchi, subito accolta da Stefano Bottoni. «È il terzo anno di seguito che la poesia cammina sulla strada a fianco dei buskers - ha aggiunto il curatore Bianchi - e sinceramente non mi aspettavo avesse un seguito tale. Si sente, a volte pure senza riuscire a coglierla, la necessità che le parole trovino uno spazio per essere ascoltate e di certo i cotti rossi del nostro castello si possono considerare la prima pietra. Uno spazio inteso come tempo ricavato per sé, mai esclusivo, nel quale si abbasseranno i toni e le luci della piazza, ma non la densità collettiva. La forza dell’iniziativa sta nella condizione che saranno le persone a scegliere di avvicinarsi alla voce di Germano e non viceversa, abbandonando la convinzione per cui certi generi espressivi vadano semplificati ed essere così più alla portata di tutti».
Irene Lodi
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