Stasera gran finale Concerto di strada come a New York
In piazza Castello la French Chamber Orchestra Chiunque potrà provare a farne il direttore
Un amore che non ha lasciato traccia, nemmeno sul lastricato di fronte al duomo, si è manifestato ventoso mercoledì notte, quando un turista ha scelto il Buskers Festival quale luogo più adatto per una dichiarazione in grande stile. Rintoccata l'una sul grande orologio, ha spinto la sua dolce metà sul sagrato, l'ha baciata tenendole le nuca, poi si è inginocchiato svelando una rosa rossa da dietro la schiena: "Mi vuoi sposare?" Neanche ci si era accorti del fiore e la risposta è rimasta per il futuro alle loro orecchie; di sicuro, però, è bastato il gesto sorprendente per attirare gli sguardi meravigliati da tanta tenerezza, ma che fossero scattate foto spudorate. Questo è solo uno degli effetti benefici che la manifestazione regala ai visitatori che raggiungono Ferrara da tutta Italia. Tanto è vero che di visi stranieri la Dama degli occhi in via San Romano ne ha letti pochi, seppure l'affluenza dalla scorsa edizione non sia diminuita, a suo parere, e la coda per afferrare un paio di versi su carta gialla arrivi sino al cancello del chiostro dirimpetto.
La città rinasce alcuni giorni, si rigenera l'atmosfera culturale e di medievale rimangono soltanto i muri; il passo delle persone è leggero e curioso, va a scoprire ogni angolo del centro storico, sebbene rari siano stati i negozi che quest'anno hanno deciso di resistere aperti dopo l'orario di cena. Poche luci nel buio, fatto salvo per via Saraceno, dove il nuovo progetto BuskersInFe, che ha concentrato sulla via i talenti locali maturati nel tempo insieme al Festival, ha dato i suoi frutti. Per quanto riguarda i bar, invece, "avrebbero almeno potuto offrire una bottiglietta d'acqua ai nostri invitati", ha commentato Stefano Bottoni con due immancabili vigili di ronda nel parcheggio a lato del Boldini, "ci sono artisti che si sono accreditati appositamente dalla Norvegia o dalla Nuova Zelanda, e un piccolo gesto refrigerante di ospitalità non credo cambierebbe l'economia di un'intera serata". Ma questo non abbassa il livello di serenità e soddisfazione evidente nelle parole del direttore artistico, pronto per il gran finale di questa sera. Dalle 20 alle 22, in piazza Castello, al termine delle altre esibizioni attaccherà la French Chamber Orchestra, composta da una trentina di ragazzi del nostro conservatorio. I musicisti eseguiranno un "conduct us", quasi fossimo nel traffico stravagante di New York. Chiunque, infatti, potrà essere direttore d'orchestra per un minuto, così nel brano assoluto di David Bowie, we can be heroes / just for one… minute. "A dimostrazione - ha concluso Rebecca Bottoni - che qui il pubblico non ha distinzione di conto in banca, anzi, dal notaio all'operaio davanti ai buskers sono tutti sullo stesso piano". Sulla strada sono tutti uguali.
Matteo Bianchi
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